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Il Grande Sud di Angelo M. D'Addesio. Attualità, cybercultura, politica e diritti nell'America Latina 2.0

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Maradona al posto di comando – prima parte

L’Argentina, dopo la sconfitta con il Cile nella partita valida per le qualificazioni ai Mondiali in Sudafrica del 2010, chiama “El Diez” Maradona come C.T. della Nazionale che esordirà domani nell’amichevole contro la Scozia. Abbiamo chiesto cosa ne sarà di questa ennesima avventura di Maradona a tre esperti di calcio argentino, curatori del sito Calcioargentino.com, Antonio di Colandrea, Maximiliano Ertola e Joao Peña.   

D. Maradona nuovo commissario della nazionale argentina, con il suo fido padre putativo calcistico Bilardo a fargli da ombra. Al di là dei sogni degli anni Ottanta, per la Seleccìon quale sarà il futuro tecnico? Ci sarà più squadra o più individualismo?

Il problema della Nazionale guidata da Basile non era né una mancanza di qualità tecnica, né di idee tattiche. Quello che ha condannato il "Coco" è stato il non essere riuscito ad entrare in sintonia con tutti i giocatori che egli stesso convocava, non riuscendo a dare un’identità di squadra alla Seleccìon che è rimasta un’incompiuta accozzaglia di campioni. La scelta di Maradona è stata dettata proprio dall’aver capito che 11 campioni non fanno una squadra vincente, e che alla guida della Nazionale c’era bisogno di una persona di carisma assoluto che potesse tener testa alle bizze di tanti campioni riuscendo finalmente a farli remare tutti nella stessa direzione. E’ chiaro a tutti fin dall’inizio che Maradona non ha le capacità tecnico-tattiche per guidare da solo una Nazionale forte come quella argentina, e per questo motivo la AFA (o meglio Grondona in persona) ha deciso di affiancargli un allenatore “vero” e la scelta è inevitabilmente caduta su Bilardo che è in assoluto l’allenatore con il quale Diego ha avuto il miglior rapporto (nonché l’unico in grado di tenere a bada gli sbalzi d’umore del campione argentino). Dove arriveranno? Chi può dirlo… Se davvero Diego riesce a sincronizzare le teste di gente come Messi, Aguero, Riquelme, Mascherano, Tevez, Lavezzi, Gago eccetera, riuscendo a farli andare tutti verso un unico obiettivo, beh, quell’obiettivo non può che essere alla portata.

D. Maradona, dopo i trionfi olimpici di Pekerman e di Basile, comunque ottimi allenatori. Quali sono le pressioni e le aspettative della stampa e del pubblico argentino su questa scelta?

La maggioranza dei tifosi argentini idolatra Diego Maradona. Quindi la scelta è stata unanimemente approvata e sono quasi tutti convinti che "El Diez" sia l’uomo giusto per riportare in alto l’Argentina. Diverso è il discorso per i giornalisti e, in generale, per gli addetti ai lavori; la stampa ha in un certo senso "sospeso il giudizio" in attesa di capire quale Nazionale ha in testa Maradona. Le convocazioni per l’amichevole in Scozia non sono probanti visto che, ad esclusione di Papa e Villagra, Maradona ha convocato solo giocatori "europei", quindi i giornalisti aspettano le prime gare che contano per sbilanciarsi pro o contro Maradona ed il suo progetto. Chiaro che la pressione, in una piazza così calda come quella argentina, è enorme. Le vittorie olimpiche di Pekerman e Batista sono solo altra benzina su di un fuoco che arde, e tanto, già di suo. Ma se c’è un uomo abituato a vivere sotto i riflettori e a convivere con le pressioni della piazza, quello è senza dubbio Maradona.

D. Grondona da una parte e Maradona dall’altra. Due uomini forti che non amano avere torto. Cosa ha portato Grondona a scegliere Maradona e che rapporto potrà esserci con l’estabilishment mondiale con cui Maradona non è mai stato molto amico?

Grondona avrebbe preferito in panchina Carlos Bianchi, allenatore esperto, plurivittorioso in patria e fuori, personaggio pacato e gran conoscitore di calcio. Purtroppo però, da grande uomo di calcio quale è, ha capito che il fallimento di Basile è stato di tipo esclusivamente caratteriale e quindi ha dovuto prendere, seppur a malincuore, la strada di un allenatore di carisma seppur poco gestibile invece che di uno più malleabile ma senza polso, che avrebbe rischiato di fare la stessa fine di Basile. Alla fine ci aspettano anni di dure lotte tra Diego e Grondona, perché sono due caratteri molto forti. Il primo vorrebbe comandare da solo, il secondo deve in qualche modo far capire che comanda (e comanderà) ancora. Bilardo sarà la chiave per tenere unito questo strano matrimonio. Riguardo ai rapporti di Diego con le istituzioni del calcio mondiale c’è poco da dire. Molti vecchi tromboni della FIFA non amano il carattere estremo di Maradona e Maradona non ama il modo di fare dei burocrati della Federazione. Non è un mistero, non lo è mai stato; bisognerà che la FIFA, fedele al suo dovere istituzionale, faccia buon viso a cattivo gioco, accogliendo Maradona a braccia aperte per poi magari sfruttarne l’immagine a proprio favore (per il prossimo mondiale, un Maradona in panchina è senz’altro un’attrattiva in più per sponsor, televisioni e spettatori).

D. La Seleccìon ha in questo momento i giocatori più forti e più giovani del mondo, da Messi ad Aguero o ancora Rodriguez, Lavezzi…Come si spiega questa crisi in un vivaio così ricco?

Se ho ben interpretato la domanda, credo di aver già dato una risposta precedentemente. L’Argentina pullula di campioni, ha un quoziente qualitativo che quasi nessuno al mondo può permettersi di schierare su un rettangolo verde. Gente come Messi, Aguero, Riquelme sono campioni che possono cambiare una squadra da soli, figuriamoci messi insieme. Ma si sa, troppi galli in un pollaio fanno troppo rumore, quindi sta a Maradona e Bilardo far capire ai giocatori che voler fare le stelle a tutti i costi, magari per aumentare la propria visibilità personale, può essere controproducente; e che se stavolta ha pagato Basile, con un timoniere come Maradona i campioni della Nazionale albiceleste non avranno più scusanti per le loro bizze, perché chi li guida è più bizzoso di loro! Un’altra chiave di lettura è invece legata al denaro. In Argentina tutti i giocatori sanno che per diventare ricchi bisogna venire a giocare in Europa, meglio se in grandi club italiani, inglesi o spagnoli. La convocazione in Nazionale è una delle vetrine migliori e una delle vie più brevi per entrare in tale ambito. Chiaro che a quel punto, una volta nel giro della Nazionale, tutti vorrebbero la chance per mettersi in mostra, pochi hanno l’umiltà di aspettare il loro turno e rispettare le decisioni del C.T., e alla fine questo marasma porta agli scarsi risultati finora visti.

D. Dando una scorsa al campionato argentino, Boca a parte, River, Independiente e Racing, bivaccano nelle parti basse della classifica. Anche qui le gerarchie si sono invertite?

Questo Torneo Apertura 2008 è stato un Torneo decisamente particolare. Basti pensare al River Plate, campione in carica, che è desolatamente fanalino di coda. In realtà il discorso fatto per la Seleccìon vale abbastanza anche per le squadre di club. Soprattutto quando parlavo di vetrina internazionale e soldi. Giocare nel River Plate o nel Boca Juniors significa avere addosso gli occhi degli osservatori di mezzo mondo. Ma quando i giocatori arrivano a vestire queste mitiche casacche, poi pretendono di avere le loro chance. I giovani di oggi, poi, vogliono tutto e subito, non vogliono aspettare. Così succede che il Boca Juniors è stato a lungo dilaniato da una lotta interna con uno spogliatoio diviso tra i giovanissimi in rampa di lancio (Viatri, Noir, Garcia, Roncaglia, Muñoz, Chavez, Gaitan, solo per fare qualche nome di cui presto sentiremo parlare) ed i senatori (Riquelme, Ibarra, il portiere Caranta, Battaglia, Palacio), con questi ultimi che si impegnavano poco in allenamento e pretendevano comunque il posto assicurato in squadra a scapito dei giovani, che però non ci stavano e sgomitavano per venire a galla. Succede anche che il River Plate pur avendo una squadra di potenziali campionissimi non trovi la quadratura del cerchio, probabilmente perché la società ha trattenuto controvoglia giocatori (su tutti Buonanotte, Abelairas, Fernandez, Villagra, Falcao Garcia) che in estate sono stati cercati da squadre europee, e questi non hanno reso al massimo compromettendo quanto di buono fatto nel Torneo Clausura 2008. Poi ci sono realtà come il Racing de Avellaneda, società storica ma fresca di "semi-fallimento" economico, che in estate ha perso tutta la sua rosa a parametro zero. La nuova società ha dovuto ricreare una squadra dal nulla, e seppur con un ottimo exploit nel torneo in corso, la squadra rischia gli spareggi per non retrocedere. E seppur in condizioni meno estreme, sono in difficoltà economica (e di classifica) anche società come il Gimnasia La Plata, il Rosario Central o il Newell’s Old Boys. Insomma, per farla breve, anche in questo caso è il denaro che è alla base di tutto quanto succede nel calcio argentino. I valori tecnici sono immensi, ma spesso i fattori che determinano i risultati del campo, con il gioco del calcio hanno poco a che vedere.

D. Siamo abituati ad immagini non sempre edificanti del nostro calcio, dalle risse in campo alle violenze negli stadi… Sono immagini che appartengono anche all’Argentina? Qual è lo stato di salute del calcio argentino in questo senso?

Purtroppo, come quasi ovunque nel continente sudamericano, il calcio è vissuto con tale passione e tale intensità che spesso fuoriesce dal semplice ruolo ludico, andando a rivestire un ruolo di valvola di sfogo sociale. E il fatto che le squadre maggiori siano quasi tutte legate a poche città (Buenos Aires, ovviamente, ma anche Avellaneda, Rosario, Mendoza o Santa Fé) non aiuta, perché esiste un campionato che propone un derby a settimana, con tutti gli annessi ed i connessi. Poi ci sono anche episodi che scadono nella vera e propria criminalità organizzata. A tal proposito (ed in generale su come si vive il mondo del calcio in Argentina) è emblematico un ottimo articolo uscito su un quotidiano Italiano il 26 aprile scorso, poco dopo la morte di Emanuel Alvarez, un giovanissimo tifoso del Velez Sarsfield, ucciso con un colpo di arma da fuoco prima del match tra il Velez ed il San Lorenzo.

Commenti

Muy buena la nota. Muy interesante. www.noticiasdelfutbolargentino.blogspot.com