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Il Grande Sud di Angelo M. D'Addesio. Attualità, cybercultura, politica e diritti nell'America Latina 2.0

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Nueva Tragedia albiceleste

A Mar Del Plata risuonano solo i fischietti ed i tamburi del popolo spagnolo. I "conquistadores" vincono nel loro dominio e spezzano il sogno dell’Argentina di vincere la loro prima insalatiera, per giunta davanti al loro pubblico e nella sfida latina tanto attesa, annunciata da tutti i quotidiani come la madre di tutte le gare: la “Gran Final Latina de la Davis”, anche se nel lontano 1976 a Santiago del Cile fu la nostra nazionale di tennis a regalarci quello che è il nostro ultimo successo in Coppa Davis contro il Cile. Purtroppo per l’Argentina la regola del tre è andata a suo svantaggio. Per la terza volta la nazionale biancoceleste di tennis incontrava la Spagna (fu 3-1 per gli iberici nel 1926 ed un beffardo 3-2 in semifinale a Malaga nel 2003 sempre per i “rojos”) e per la terza volta andavano in finale (le altre due furono perse nel 1981 contro gli Usa nella storica sfida fra Vilas e Clerc contro la formidabile coppia Fleming-McEnroe e nel 2006 a Mosca quando già c’era il n.1 argentino Nalba). Purtroppo Nalbandian non è stato così fondamentale almeno nel doppio dove in coppia con Calleri ha perso contro Lopez e Verdasco. Delusione cocente anche nella prima giornata quando l’atteso Del Potro fermato da problemi alla schiena ha perso contro Lopez, facendo svanire il sogno dell’”uno-due” sin dall’inizio. La grande maratona di quattro ora ha premiato lo spagnolo Verdasco contro Acasuso e consegnato l’”insalatiera” alla Spagna. Eppure senza Nadal e con Ferrer a mezzo servizio, l’Argentina ci aveva sperato, anche perché aveva con lei il n.9 ed il n. 11 del mondo. Ora inizia la ridda di accuse su chi, come Del Potro e Nalbandian, non riesce a reggere la tensione da Davis, su chi, come i giocatori e Mancini ha scelto di giocare sulla superficie veloce nonostante l’Argentina avesse vinto gli ultimi 13 incontri consecutivi in casa sulla terra rossa (la scelta della sede è stata un duello politico fra Macri che l’avrebbe voluta a Buenos Aires e la presidenta che l’avrebbe voluta a Cordoba, ma alla fine ha vinto La Plata con ulteriore esborso economico per preparativi) e su Clerc che aveva iniziato a fare pronostici amari…Resta l’immagine di 10.000 persone nello Stadio Polideportivo e di 5.000 sulla spiaggia, lo scambio di accuse fra spagnoli (“argentini come gli italiani, vogliono metterla sulla rissa” o ancora Nadal:“Non appena ci sarà disordine , bisognerà uscire dal campo”) e gli argentini che spiritosamente hanno risposto con le “mutande di Nadal” stese per la festa annunciata ed un manuale di insulti argentini esportabili nel mondo messo in linea dal giornalista Juan Pablo Meneses…Però la Spagna fra calcio, ciclismo e tennis è ancora padrona…