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Il Grande Sud di Angelo M. D'Addesio. Attualità, cybercultura, politica e diritti nell'America Latina 2.0

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Il Sudamerica dopo il G20

Dopo il G20 in cui erano presenti tre rappresentanti dell’America Latina, Brasile, Argentina e Messico (strano ma vero, ma mancava chi regge le sorti di una buona metà del continente come il Venezuela), i presidenti sudamericani hanno espresso soddisfazione ed ottimismo. Il Brasile ha annunciato nuove manovre per la crisi, ha rigettato le ipotesi protezioniste ed ha promosso una zona franca del Mercosur per ampliare il commercio fra i paesi sudamericani, in particolare con il Cile. Sia l’Argentina che il Brasile hanno ottenuto che dal documento finale del G20 fosse esclusa la dicitura “un mercado de trabajo flexible” e sostituita con “mercado de trabajo justo y sin discriminación de géneros” (fonte Ansa Latina). Non è dato sapere se è solo una formula di consolazione o l’inversione di una tendenza alla flessibilità, sempre più forte in Europa e sempre più lodata in Italia dall’inizio del 2000, ma che non ha portato molti frutti. Brasile ed Argentina si preparano per il prossimo 23 aprile alla sottoscrizione di un maxi-accordo bilaterale per la cooperazione nel settore farmacologico, infrastrutturale ed energetico (in particolare nel settore idroelettrico) con la spendibilità di ambedue le monete (peso e real) nei due paesi indifferentemente per acquisti e vendite da parte di imprese e persone. Chi sta peggio è il Messico che ha chiesto all’FMI un credito pari a 47mila milioni di dollari per fronteggiare la grave crisi economica ed il crollo verticale del mercato interno ed estero e della borsa. Evo Morales dal canto suo, pur esprimendosi positivamente sulle risultanze del G20 ha chiesto che la gestione dei finanziamenti stanziati in quella sede sia affidata all’FMI ed alla Banca Mondiale solo dopo una sostanziale riforma dei due organismi (fonte Ansa Latina). L’Uruguay è stato in extremis estromesso dalla “lista nera” dei paradisi fiscali che saranno pubblicati ed in cui sarà presente la Costa Rica (fonte Ansa Latina). Al G20 però, al di là di sorrisi e comunioni di intenti, è risultata ancora più grande la spaccatura fra Brasile ed Argentina, il primo ancora con piccoli margini di crescita, la seconda invece costretta a chiedere credito ed a dare fondo a tutte le sue riserve di soia per la produzione di biodiesel da esportare e soprattutto la frattura fra questi due paesi ed il resto dell’America Latina, ancora convinta che questi vertici siano in fondo una grande circo mediatico dove il capitalismo fa girare i soldi in un circuito chiuso.

Commenti

Ciao Angelo, sintetico e chiaro questo post. Aggiungo che oltre a Morales, anche Cristina Fernandez ha chiesto una sostanziale riforma degli organi multilaterali come l'FMI e l'Organizzazione Mondiale del Commercio. La dichiarazion, in cui si parla di fallimento del meccanismo di funzionamento di questi organi, e è stata fatta durante la Cumbre de Paises Progresistas svoltasi in Cile il 28 - 29 marzo 2009 (così ho capito io). Il relativo filmato è disponibile su Yotube e diviso in tre parti. A presto.