In occasione della scelta olimpica per il 2016, Giuseppe Bizzarri, free lance da 20 anni in Brasile e da 5 a Rio, ci descrive e ci aiuta a capire il fenomeno Rio, sintesi di modernità e tradizionalità, una grande “democrazia ambientale” ma non ancora una democrazia politica e tecnologica. Le Olimpiadi, servono, ma non bastano.
Abbiamo parlato delle Olimpiadi a Rio ed abbiamo conosciuto che sarà proprio Rio ad ospitare le Olimpiadi estive del 2016, ma al di là di ciò la Cidade Maravilhosa ha molteplici aspetti non conosciuti. Ci siamo fatti accompagnare da Giuseppe Bizzarri, free lance e corrispondente per diverse testate da Rio in questo “viaggio virtuale” su Rio. Esordisce:“Il Governo punta moltissimo su queste Olimpiadi sul piano politico per lanciarsi nelle elezioni del 2010 ed ha annunciato con il Ministro dello Sport molte iniziative collaterali per i poveri delle Favelas, i giovani e contro la criminalità, bisognerà vedere quanto di quello che si dice accadrà, visto che José Serra, candidato favorito delle elezioni 2010 ha annunciato che non tirerà fuori un soldo per gli stadi da costruire in occasione del Mondiale 2014, soprattutto a S. Paolo”. Naturalmente però tutto fa buon gioco soprattutto sul piano diplomatico e non un caso che ci sia un braccio di ferro fra Brasile ed Usa anche nella candidatura alle Olimpiadi. “Non è un mistero che, Olimpiadi a parte, il Brasile ambisce ad un seggio permanente all’Onu come potenza predominante ed anche questa di Copenaghen può essere una ribalta importante”. Ricordiamo anche a Giuseppe l’ormai nota statistica su Rio città più felice del mondo. “Sì, in realtà è così per tutto il Brasile. La felicità consiste nel non fare programmi a lungo termine, nel vivere alla giornata, in fondo i poveri non possono che fare questo. Tutto ciò è accompagnato da una spiritualità a volte esagerata. Anche a Rio si sta assistendo ad una dittatura evangelica che sta erodendo le grandi religioni e mostrando grande intolleranza anche verso i diversi credi brasiliani. Insomma a Rio si vive con un’altra percezione del tempo, un po’ sullo stile di quella che era la Roma di una volta…Oggi non più”. Ma l’altro segreto della bellezza è sicuramente nella natura e nell’ambiente. “Rio possiede il più grande Parco Nazionale del mondo urbano, la foresta tropicale è presentissima, ha un arcipelago prospiciente a pochi chilometri, baie affascinanti. E’ un grande modello di città vivibile”. Le ultime proposte in tema di ambiente sono minime ma sorprendenti. “Nei prossimi tre anni il governatore dello Stato di Rio ha annunciato la totale cancellazione delle buste di plastica in circolazione. Minc, attuale ministro dell’Ambiente si occupa di cose molto reali e vicine alla gente. Lo scempio ecologico a Rio c’è stato anche qui, soprattutto a Sud della città, ormai in preda ad una speculazione edilizia impressionante, ma nel complesso è una delle megalopoli più vivibili al mondo, con una dimensione magari meno cosmopolita di San Paolo, ma personalmente basta prendere la macchina e trovare subito un po’ di verde a Rio piuttosto che a S. Paolo, dove trovare un po’ di tranquillità e spazi verdi occorre farsi ore di traffico asfissiante. E’ questa l’essenza del vivere tranquilli e del buon umore. Si può dire che a Rio vige una sorte di Democrazia della natura”. Insomma, Rio come città dove è tutto più schietto e diretto, dove non esistono grandi progettualità, ma piccoli passi che servono per la vita di tutti i giorni, senza ansia di grandeur. E poi Giuseppe Bizzarri ci disillude un po’ sul mito del Carnevale. “In quel periodo in città sono tutti turisti, perché la maggior parte dei Cariocas durante il Carnevale va via dalla città. Perfino la Rocinha, la più grande Favela al mondo, dove il 60% delle persone proviene dal Nordeste brasiliano si svuota, quindi lasciamo perdere le statistiche che fondano bellezza e notorietà di Rio solo sul Carnevale”. Altro aspetto essenziale di una città proiettata nel futuro, sebbene ancorata alle sue importanti tradizione è il rapporto con la tecnologia, il web, l’informatizzazione. “Molti blocos sono coperti in Wi-Fi dalla prefettura della città e quindi c’è un allacciamento ad internet ed un accesso alla rete interamente gratuito. Quanto all’uso basti dire che i cariocas sono molto consumisti, sono molto affascinati dalle nuove tecnologie ed acquistano rapidamente. La politica di Lula ha aiutato tutto ciò, favorendo il consumo soprattutto nelle classi povere che spendono in pc, televisioni di ultima generazione, cellulari e così via”. Ciò che preoccupa è invece soprattutto la rete di trasporti che già ha mostrato la sua insufficienza in alcuni eventi importanti come i Giochi Panamericani del 2007, nonostante fosse inverno ed i turisti fossero pochi. “La metropolitana è ancora molto ridotta ed il sistema di trasporto è basato molto sul traffico in superficie. La zona Sud è esplosa, in continua espansione ma non è stata allargata la rete della metropolitana. La grande scommessa delle Olimpiadi è proprio la razionalizzazione urbanistica. C’è poi il programma di Grandi Opere di Lula che riguarda anche le Favelas di Rio e che ricalca in realtà il programma rivoluzionario che si chiamava Favela-Bairro che richiede però molti investimenti perché è difficilissimo trasformare una Favela in un Bairro. E cosa c’è nel futuro di Rio de Janeiro cosa c’è da migliorare, quali sono gli obiettivi primari, al di là di quelli già illustrati per la missione olimpica. “Uno degli obiettivi fondamentali di Rio è l’ampliamento del porto, recuperando il suo posto prioritario rispetto al porto paulista di Santos e permettendo un trasporto più facile delle merci sin dentro la città. Saranno predisposti in collaborazione con la Francia nuovi cantieri nei pressi di Angra Dos Reis, comunque vicino a Rio, per la costruzione di navi e sottomarini per finalità di sicurezza. Ci saranno trasformazione notevoli. Molte aree storiche saranno recuperate nel rispetto della monumentalità storica. Altro progetto è la costruzione del più grande Acquario marino dell’America Latina. Sullo stile di Boston si sta progettando di riportare i viadotti a livello sotterraneo per guadagnare spazio e recuperare aree sempre più ampie, soprattutto se degradate”. Ci sono anche le note dolenti in prospettive delle Olimpiadi e riguardano la povertà, l’imperante criminalità, ma anche le defezioni in scuola e sanità. “La criminalità è il problema basico, perché la malavita organizzata da lavoro a moltissima gente e tutto ciò è legato ad un sistema economico ancora poco redistributivo e che potrebbe essere ridotto già con la legalizzazione delle droghe leggere, cui sono d’accordo anche numerosi politici ed antropologi. Solo nei ghetti la malavita guadagna ogni settimana 7 milioni di Reais”. La piaga della criminalità e della corruzione di Rio è in realtà quella di un intero paese, nonostante circoli moltissimo denaro che però resta comunque lo specchio di una società spaccata in due. “Il simbolo di ciò è l’educazione e la scuola che è sia pubblica che privata”, continua Bizzarri, “E’ scontato che le classi più ricche mandino i loro figli sin da subito nelle strutture private senza alcuna parificazione. Se la democrazia di questo paese non si concretizza nell’educazione, ci sarà sempre una frattura fra classe dirigente ed altre classi. E questo vale per l’intero accesso ai servizi, visto che in alcune Favelas non è possibile andare a scuola perché le strade sono bloccate o perché mancano proprio le strutture”. In conclusione anche per Rio il vero obiettivo è vincere le differenze ancora esistenti. “C’è tanto denaro che circola, c’è n’è tanto che può arrivare con i Mondiali o ancora con le Olimpiadi, qualora saranno assegnate, ma se non si garantisce una vera uguaglianza economica e culturale, si avranno tanti mezzi tecnologici moderni a disposizione e poca gente che li sa usare, così come tutti i piani di recupero contro la povertà, al primo sconquasso economico, riporteranno di nuovo le persone che ne hanno usufruito ad un livello di guardia”. La sfida di Rio, nel mantenere la sua genuinità, pur nella modernità e distribuendo tale sintesi a tutti, sarà ancora agli inizi.
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Angelo D'Addesio 02/ott/2009 18:31:09
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