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Il Grande Sud di Angelo M. D'Addesio. Attualità, cybercultura, politica e diritti nell'America Latina 2.0

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Mondi virtuali e società reali

Ovvero Facebook ed Orkut ed i fratelli minori, raccontati da Vincenzo Cosenza, studioso di web e comunicazione, autore della mappa che disegna i confini delle reti sociali nei 5 continenti, con uno sguardo alle future frontiere del social networking tra mondo virtuale e sviluppi nella vita reale.

 

 

D. Perché siamo tutti affascinati dal fenomeno social network ed ormai lo consideriamo come un spazio imprescindibile da utilizzare o solo scrutare nella nostra giornata?

V.C. Il social network, come software, cioè come infrastruttura è riuscito bene ad esplicitare le potenzialità della rete internet ovvero la funzione più sentita dagli utenti di internet che è quella di rimanere in contatto con i propri amici ed al tempo stesso esprimere qualcosa di sé stessi senza che ciò richieda un tempo eccessivo di riflessione o di pubblicazione. Siamo passati in poco tempo dal blog, che è un diario on-line che richiede tempo e passione nello scrivere ed aggiornare al social network che permette input molto brevi, come “messaggi di stato” o “like it” cioè approvazione di commenti o di contenuti. E’ come avere una rubrica sempre aperta in cui posso decidere chi contattare in ogni momento, in modo più veloce ed anche più vivo, con tanti segnali particolari ed interagendo con più persone contemporaneamente.

D. Parlando di social network è scontato citare Facebook come rete leader. Qual è il segreto di questo avanzamento di Facebook anche nei paesi dove non era conosciuto e diffuso come Brasile ed India?

V.C. Facebook è riuscito meglio degli altri ad interpretare le esigenze degli utenti soprattutto in termini di semplicità nell’uso, creando un’interfaccia ricca e che permettesse con pochi click di accedere ad un mondo di servizi che di solito non è a disposizione dell’utente meno esperto, per intenderci quello che si ferma alle prime pagine di Google per una ricerca e non saprebbe andare avanti. Fb invece contiene tutto all’interno di un’interfaccia ben strutturata che permette di scambiare e vedere video, di inviare messaggi, di chattare, di giocare, installando diverse applicazioni, e di informarsi perché si attinge anche a notizie condivise da altri amici. In Italia per questo motivo Fb sta scalfendo il primato di Windows Live Messenger che ha una base di 14 milioni di utilizzatori di chat e che si stanno spostando verso la chat di Fb che ha una multifunzionalità maggiore rispetto proprio a Messenger, incapace di sfruttare la propria grande utenza per costruire attorno alla chat diversi servizi “all in one” per l’utente.

D. C’è un concorrente forte ed assolutamente prevalente al momento in Brasile che è Orkut, ma anche lì, dove sembrava difficilissimo, Fb sta filtrando e crescendo a dismisura, quali i motivi di questa sfida?

V.C. Il successo di un social network è fondamentalmente animato dal cosiddetto effetto rete che in un certo periodo si viene a determinare. Il valore di un social network per singolo utente aumenta in maniera esponenziale nel momento in cui aumentano i singoli contatti che utilizzano lo stesso social network. Orkut è stato il primo a capire di dover sfruttare le specificità nazionali (brasiliane, paraguayane ed indiane) ed ha costruito una forte base di utenti difficilmente scalzabile da qualunque altro social network. Fb sta erodendo questa base da giugno dello scorso anno perché Orkut a mio avviso non è riuscito a svilupparsi da un punto di vista tecnologico e quindi sul piano delle funzioni. Fb è fondamentalmente una società di software, il cui punto di fondamentale è quella di non fermarsi nello sviluppo della piattaforma. Orkut ad esempio non ha creato un mercato di applicazioni e di conseguenza non è riuscita a conquistare il mondo degli sviluppatori così che questi trovassero per un vantaggio per la creazione di giochi, test, quiz ed altre applicazione per Orkut stesso. Orkut poi ha ancora un’interfaccia da nerd ed un po’ spartana rispetto a quella di Fb ed inoltre è focalizzata troppo attorno sull’utente e molto poco sulle conversazioni tanto che da non avere ancora un pulsante che è quello di conversation, che permette di vedere le conversazioni dell’utente mentre Fb nasce già con l’idea di permettere l’interazione delle diverse persone sui messaggi lasciati in bacheca e va al di là della semplice visione del profilo degli utenti.

D. Orkut è anch’esso una “multinazionale” in un certo senso, perché legata al colosso Google. In altri casi più piccoli dell’America Latina come Sonico o Hi5 il social network mantiene ancora la funzione che fu quella iniziale di Fb ovvero creare reti di contatto fra studenti, fra professionisti, insomma fra categorie. E’ un vantaggio o uno svantaggio che Fb abbia perso questo?

V.C. L’originalità iniziale di Fb non l’avrebbe portata lontano, perché c’è il rischio che il social network diventi qualcosa di nicchia e quindi limitato, mentre la strategia di Fb è stata quella di diventare il primo social network di massa, tanto che Zuckerberg ha dichiarato che è stato un errore mantenere la visibilità dei messaggi limitata solo agli amici, mentre sarebbe stato positivo allargarne la visibilità come capita a Twitter dove, a parte le possibilità di lock out dell’utente, tutti possono vedere i messaggi. Non escludo pertanto che i social network che hanno una base nazionale o categorica persistano ancora ma avranno in futuro un ruolo sempre più limitato. Il caso di Orkut è ancora più eclatante perché un gigante come Google, facendo leva sulle sue potenzialità e sulla sua base forza dovuta al search, avrebbe potuto supportare molto meglio il suo social network.

D. C’è poi il caso di Twitter. Perché, pur essendo preferito dai grandi paesi, paradossalmente è il social network fondamentale delle dittature e delle emergenze (Iran, Honduras, Haiti) quando non c’è più alcun mezzo di comunicazione?

V.C. Twitter è stato pensato come un servizio molto scarno, con un’interfaccia leggerissima, fruibile soprattutto da dispositivi mobili, per cui dotandomi di una connessione anche povera, tipica di un GPRS, posso fare il broadcast del mio messaggio e chiaramente laddove c’è una situazione di crisi in cui le linee sono bloccate ed io posso prendere la linea per pochissimo tempo, Twitter mi da la possibilità di lanciare questo breve messaggio a tutta la mia rete di contatti che a loro volta possono rimandare il messaggio (il cosiddetto Retweet) ad una rete ancora più ampia. Questa sua specificità tecnologica è un punto di forza ma anche un punto di debolezza perché Twitter non riuscirà mai a diventare di massa come Fb perché copre un’esigenza molto particolare, perlopiù informativa ma non offre tutte le opzioni maggiormente preferite dall’utente medio, dai giochi ad altre varietà di cose dilettevoli ed originali.

D. A parte il caso russo e cinese dove resistono per motivi politici altri social-network il caso brasiliano di Orkut è un po’ l’esempio della monopolizzazione di Fb in questo mercato. Quanto è negativa questa “globalizzazione” della rete di Zuckerberg?

V.C. L’ipotesi realmente negativa sta nel fatto che, come Google ha ristretto un po’ il perimetro di conoscenza dell’utente medio, portato a pensare che la maggior parte delle ricerche sussista solo lì e che la grossa fetta delle ricerche su una cosa determinata si esaurisca nelle prime pagine del motore, così nel caso di Fb dove c’è tutto, dalla posta elettronica al messaggio immediato, dal video al gioco, c’è il rischio che si limiti internet a Fb. Fb è solo una parte della rete e l’unico antidoto è nell’educazione anche sull’utilizzo coscienzioso e fruttifero della rete. Quanto alla fagocitazione degli altri social network da parte di Fb, penso che la grande piattaforma resisterà fino a quando riuscirà ad assecondare gli interessi degli utenti e fino a quando non sorgeranno altri social network che riusciranno a fare meglio o qualcosa di più quello che fa Fb più, il fenomeno erosione si ripercuoterà anche su di lui. Un esempio di come gli utenti possano punire un social network per aver perso l’appeal degli utenti per il suo ritardo nell’adeguarsi ai tempi è MySpace.

D. Qual è il prossimo confine del social network, dopo i messaggi veloci, la mail, i giochi e le iniziative interattive?

V.C. Credo che la prossima frontiera da un lato può essere quella dell’informazione. Fb non ha ad esempio un’informazione ufficiale con una propria redazione, ma demanda la medesima a grandi network, come il caso del NY Times che apre la pagina sulla piattaforma distribuendo le relative notizie. Se Fb divenisse un fornitore di contenuti questo potrebbe aprire nuovi scenari. Possiamo immaginare un giorno ad un giornale o ad una tv di Fb, è l’unica cosa che al momento manca e se capitasse l’utente difficilmente uscirebbe fuori da Fb, perché troverebbe tutto, ma proprio tutto lì. Dall’altro lato c’è un’idea meno conosciuta che è quella del “credito virtuale”, una cosa su cui Fb sta puntando con parecchi test, inseguendo il successo di QQ in Cina. QQ ha creato una moneta virtuale che permette di fare degli acquisti virtuali all’interno della rete, ma anche acquisti reali. Fb sta studiando l’ipotesi che l’utente acquisti moneta virtuale con denaro reale ad esempio cento crediti che possono servire per l’apprezzamento di un utente che ha scritto un pezzo interessante. Questo premio conferito può essere a sua volta utilizzato per acquistare altre cose, per fare doni o per creare reti di consenso ma anche di pubblicizzazione di ciò che si fa, realizzando la cosiddetta “economia del dono” anche con profitti interessanti.

D. L’idea della mappa dei social network ha fatto il giro del mondo, ma se dovessimo farne, per quanto sia molto presto, una per il 2010 anche in via previsionale, cosa verrebbe fuori? Un mondo sempre più “verde” indicativo del colore di Fb?

V.C. E’ difficile pensare alla nascita di un nuovo player. C’è ancora spazio per l’espansione di Fb in America Latina e sicuramente sono a rischio Orkut ed Hi5. E’ più difficile che ciò accada in Russia o in Cina dove ci sono i social network locali e dove ci sono anche implicazioni politiche. In Brasile se Orkut ed in particolare Google non riescono a modernizzare la piattaforma, rischiano di essere sopravanzati da Fb, come è già accaduto in India. L’India è un caso particolare e meriterebbe uno studio sociale. Una studiosa di social network Danah Boyd che ora lavora per Microsoft Research, è stata la prima a studiare le differenze della popolazione iscritta a Fb e MySpace negli Usa, individuando come variassero gli standard sociali degli iscritti, i bianchi e ricchi erano più propensi all’iscrizione a Fb, mentre i ragazzi delle gang portoricane ed i giovani neri d’America preferivano MySpace e sta facendo ugualmente in India, sulle differenti iscrizioni ad Orkut e Fb in base all’appartenenza sociale che è quindi un fattore importante di ripartizione degli utenti. In Africa il problema è ancora di natura tecnologica ma i paesi nordafricani sono sempre più propensi ad “europeizzarsi” verso Fb, salvo che non nasca un social network su misura geografica e tipica come è accaduto per 

Maktoob qualche tempo fa, che però è più un grande portale ed un fornitore di servizi.