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Il Grande Sud di Angelo M. D'Addesio. Attualità, cybercultura, politica e diritti nell'America Latina 2.0

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La Hispaniola: le vite in una mappa

Hispaniola E’ una storia poco conosciuta in Europa, ma sulla bocca di moltissimi in Argentina, Cile e, dallo scorso mese, anche ad Haiti. Cristian Pittaro, 35 anni, tecnico elettronico fino a cinque anni fa era solo uno pseudonimo, Neptuno, che filmava, fotografa e poi caricava immagini satellitari eccellenti di diversi luoghi dell’Argentina, inserendoli nel proprio sito. Nel 2005 Cristian insieme ad un team di altri otto appassionati da ogni parte dell’Argentina, iniziò il Proyecto Mapear (Mapas Electrónicos Argentinos), ovvero mappe digitali di tutto il territorio del suo paese in GPS per il marchio Garmin, gratuite sul web, con la semplice richiesta di iscrizione al sito. Mappe che oggi si sono allargate a Cile, Uruguay e Paraguay e che coprono sia la terraferma che il mare. Il progetto oggi conta oggi più di 300mila membri ed è anche un forum di programmazione cartografica, oltre che un punto di riferimento in materia. Ma Pittaro non si è fermato. Trasferitosi nel 2009 in Repubblica Dominicana ha iniziato anche lì un progetto simile chiamato La Hispaniola che avrebbe dovuto coprire prima la Repubblica Dominicana e poi Haiti. Il destino ha voluto che il progetto divenisse ben presto un mezzo di aiuto umanitario. Pittaro è stato contattato da volontari, funzionari Onu per fornire una mappa di Haiti al fine di localizzare i siti delle città distrutte e “ricostruirle” virtualmente per i soccorsi. Pittaro ha coinvolto lo staff di Mapear, ha chiesto e raccolto informazioni da haitiani, esperti dell’isola (La Hispaniola, appunto), ha inglobato le informazioni da Google Earth ed altri software di cartografia e così in due giorni interi senza soste, né chiudendo occhio ha messo in circolo il primo quadro generale della Port-au-Prince che non c’era più e di altro ancora, invitando altra gente a fornire immagini ed informazioni. Tutto ciò ha guidato organizzazioni messicane, svizzere, venezuelane, colombiane, i militari canadesi, la marina spagnola, la Air Force Office of Special Investigations (AFOSI) degli Usa ad orientarsi nel cataclisma e tutto è stato convogliato all’ONU che ha considerato le mappe, un riferimento essenziale per gli aiuti ad Haiti. “Non sono mai stato così volentieri a caricare mappe notte e giorno” ha detto Pittaro. Anche questo solitario tecnico ha contribuito a salvare vite ad Haiti con il suo “eroismo tecnologico”.