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L'esplosione 2.0 nella terza democrazia mondiale

Un fenomeno del genere si è realmente verificato solo negli Usa, neppure in India che è comunque  tra le più popolose democrazie in ascesa economica e politica. Le prossime elezioni generali che si terranno in Brasile hanno scatenato l’exploit del microblogging e dei social networks nel paese, al punto che sia i dibattiti che perfino le simulazioni elettorali stanno ottenendo più seguito sul web che non in tv, dove pure sono state predisposte più favorevoli norme elettorali. E tutto a dispetto del rapporto popolazione/utenti internet che è del 37% e resta molto più basso rispetto ad altri paesi come Argentina, Cile, Uruguay e Colombia. Eppure rispetto a quattro anni fa, il Brasile ha più che raddoppiato i suoi utenti (33 milioni contro gli attuali 75 milioni) e di questa cifra l’86% ha almeno un account in un social network. In molti attendevano il sorpasso di Facebook su Orkut la rete sociale storica del Brasile, invece Orkut resta ai suoi 26 milioni di utenti, mentre è Twitter ad aver operato il sorpasso sulla creatura di Mark Zuckerberg (11 milioni contro 10,7 milioni di utenti) e San Paolo e Rio de Janeiro sono rispettivamente terza e nona nella classifica dei tweets. Sempre su Twitter si è tenuto il primo dibattito mai organizzato sul web (il secondo in assoluto nel paese, dopo quello televisivo) in contemporanea con uno dei maggiori quotidiani del paese (Folha do San Paulo) ed il network on line Uol con una punta di contatti pari a 17 milioni nello scorso 18 agosto, accompagnato dal “debate virtual” ovvero le domande poste dai cittadini mediante video inviati alla redazione. I cinque candidati su nove hanno almeno un profilo su Orkut, Twitter, Facebook ed un blog personale aggiornati giornalmente con proposte e lo spazio donazioni pubbliche cui però ha rinunciato il candidato centrista Serra mentre Marina Silva in pieno stile obamiano è leader nel campo con 4,35 milioni di reais contro poco più della metà della pupilla del presidente Lula. Il sito Politweets permette di seguire tutti i candidati nelle elezioni generali simultaneamente, rinviando a dibattiti cittadini e statali e permettendo la simulazione elettorale fra tutti gli utenti di twitter dove Serra mantiene ancora un discreto vantaggio, nonostante nei sondaggi reali sia indietro con il 30% rispetto al 47% della Rousseff mentre Marina Silva si attesta al 10%. Il 2.0 sfida anche la tv proprio alla vigilia dell’“Horàrio Eletoral, lo spazio televisivo obbligatorio per i candidati già insidiato da YouTube che in Brasile vanta 20 milioni di utenti (secondo nel ranking mondiale), con 492.750 ore di contenuti pubblicati imparagonabile a fronte delle 4500 ore di contenuti su una catena come Rede Globo e dove ogni candidato ha un proprio canale ed esiste un canale tematico con 1 milione di video caricati. Un esempio notevole per un paese dove il sorpasso del numero di utenti di un potenziale candidato a discapito del premier piuttosto che creare agonismo ed entusiasmo, favorisce le solite accuse e ventate di rancore.  

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