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Il Grande Sud di Angelo M. D'Addesio. Attualità, cybercultura, politica e diritti nell'America Latina 2.0

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Il mondo in una miniera (ma non è un reality)

Non è un reality show, anche se il mondo dei grandi media e della grande tecnologia li racconterà giorno per giorno dopo aver contribuito a trovarli più o meno sani, ma salvi, a filmarli, a raccogliere il loro primo sfogo misto di speranza e stanchezza. Tutti gli occhi del Cile e del mondo guardano 700 metri sottoterra nella miniera di S. Josè nella regione di Copiapò, dove i destini di 33 uomini sono diventati improvvisamente cosa comune. Tutto è noto, meno la fine di questa drammatica storia. Nell’area multimediale de La Tercera, autorevole quotidiano cileno si può ricostruire lo scheletro della miniera, l’area soprastante ormai diventata l’Accampamento della Speranza, i dettagli di Strata 950 RaiseBore la  macchina perforatrice di origine sudafricana di 38 tonnellate di peso con un diametro di scavo pari a 37 cm ed il pistone pilota pesante 500 kg ed il fotomontaggio della sua attività. In ogni caso, è già pronto il "Piano B". Si tratta di un trapano T130XD The Schramm, proveniente della miniera Doña Inés, in Collahuasi, che sarebbe più potente e rapida della Raisebore, macchina dell'impresa Geotec attesa tra oggi e domani a Copiapó. Bisognerebbe allargare il terzo pozzo ma anche fare attenzione ad eventuali crolli e sfaldamenti acquiferi, ma per l’uscita la previsione sarebbe di due mesi, anziché quattro. Per questo già oggi è stato raccomandato ai minatori di scendere più giù, a più di 800 metri. Benedetta tecnologia. Grazie alla sonda GyroTracer fornita dalla Stockholm Precision Tools AB si è conosciuta l’ubicazione esatta dei 33 minatori all’interno della miniera dopo tre tentativi falliti e grazie alle palomas, quelle che noi conosciamo come sonde, ma sono sei tubi in plastica azzurra molto sensibili (e per questo ora perfezionati con una copertura in metallo) che permettono di trasportare acqua, medicinali, alimentazione liofilizzate e morale, con un video che ha permesso ai minatori di lanciare il loro primo messaggio ai familiari. C’è tutto un carnet tecnologico pensato per evitare l’ “effetto depressione” che sembra aver colpito cinque minatori:l’i7410 della Samsung con camera da 5 megapixel o in alternativa il proiettore Pico Sp03 della Samsung, con memoria interna di 1 GB che produce un’immagine pari ad uno schermo di 80 pollici. Ma per ora gli apparecchi ideali sono un telefono con proiettore Samsung W7900, decine di microfoni iTour-70 la cui batteria dure 8 ore, può collegarsi a qualunque apparato con un connettore normale di audio e porta adattatori per usarlo coi cellulari standard, un proiettore portatile con autonomia di due ore, buona per vedere una partita di calcio o un film, con possibilità di collegare fotocamere, cellulari e riproduttore MP4. Proietta l'equivalente ad un schermo di 50 pollici, la sua larghezza è di 5,5 cm, cosicché sta perfetto nella sonda. Già perché non si può inviare nulla che superi i 7,4 cm ed allora via alla gara della microtecnologia. E non potevano mancare anche diverse consolle di PSPs (PlayStation Portables). C’è perfino la NASA coinvolta nelle operazioni e l’astronauta Josè Hernandez, a mezzo twitter (@Astro_Jose ) è stato il primo a dare indicazione ai minatori su come resistere così tanto tempo in uno spazio così angusto, buio, isolato, come una stazione spaziale, peggio di una stazione spaziale. Perché non dimentichiamolo, non è una Casa del Grande Fratello anche se tv e reporter amatoriali si preparano per il giorno del “Rescate”, che tutti noi speriamo avvenga presto, ma non per la gioia dell’audience. E c’è anche del macabro tecnologico, come la corsa alla registrazione di domini in Cile con il numero 33. Cristian Leporati Mazzei ha chiesto un po’ di serietà. “Non può essere tutto uno spettacolo, non denigriamo il dramma che vivono i minatori e le loro famiglie che è reale e non virtuale”. Tecnologia ed umanità, dramma e notizia, realtà e virtualità. Il solito dilemma di deve raccontare e non sa come farlo, né vorrebbe farlo.