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Il Grande Sud di Angelo M. D'Addesio. Attualità, cybercultura, politica e diritti nell'America Latina 2.0

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Il grido di festa messicano

Dopo Argentina, Colombia e Venezuela ed in attesa del bicentenario cileno (il 18 settembre), tra ieri ed oggi il Messico ricorda il “Grito de Dolores”, l’avvenimento che il 15 settembre del 1810 diede inizio alla Guerra per l’Indipendenza. Don Miguel Hidalgo, religioso gesuita, davanti alla chiesa di Dolores e con gli altri rivoluzionari Allende y Aldama, con in mano un’insegna della Madonna di Guadalupe, invitò i suoi parrocchiani alla ribellione al grido di “¡Viva la Virgen de Guadalupe!, ¡Viva la América española!, ¡viva Fernando VII!”. Alle ore 23 del 15 settembre per 15 minuti è stato riletto quel proclama davanti a circa 50mila persone nello Zocalo, la piazza centrale di Città del Messico.

Sarà il culmine dei festeggiamenti (insieme con la parata militare di oggi) durati un anno intero, con molteplici iniziative. In occasione del bicentenario il Messico ha avviato una serie di manifestazioni interattive coinvolgendo attraverso televisioni, siti e reti sociali l’intera popolazione. Inizialmente il forum Discutamos Mexico sulla storia ed il presente del Messico ed il sito TuBicentenario hanno raccolto idee per i festeggiamenti anche nei piccoli centri. Poi il progetto “Mexico es mi Museo” con l’individuazione prima sperimentale di 201 siti e poi di 2010 posti di interesse storico nevralgico per l’indipendenza e la rivoluzione (il cui centenario ricorrerà fra poco più di due mesi), che potranno essere visitati anche dopo la fine di questo anno, disponendo di una guida messa a disposizione dalle compagnie telefoniche Telcel, Iusacell/Unefon, Movistar y Nextel, chiamando il numero *2010 che fornisce una guida vocale in inglese e spagnolo, grazie ad un commutatore che sollecita l’identificatore del monumento opportunamente segnalato in una sorta di chiave di fronte al sito stesso. Stesso sistema per gli sms e per i non vedenti che disporranno di un leggio in braille. Tecnologia unita al turismo ma anche alla cultura. Una mappa interattiva messa a disposizione da CNN Messico permette un viaggio virtuale nei tempi e nei luoghi dell’indipendenza e della rivoluzione. Mentre nel sito principale è possibile trovare la Biblioteca Digitale del Bicentenario che riproduce, anche in audio, i documenti più antichi legati alla storia messicana.

Non solo tecnologia, ma anche innovazione. Nuovi spazi saranno costruiti, come Expo Parque Bicentenario Guanajuato, un centro polifunzionale di 96 ettari con architettura molto tradizionale, il movimento simbolico del Bicentenario, la Estela de Luz, progettata da 24 giovani architetti messicani e la restaurazione del Palacio de Bellas Artes, progettato nel lontano 1904 da un nome italiano: Adamo Boari.

Difficile pensare a tutto questo in un paese in piena guerra contro i narcos, una guerra costata oltre 7mila vite. Eppure anche il Messico potrà conoscere un nuovo grido di riscatto, almeno in questi giorni e per quest’anno pur difficile. Ci riuscirà l’Italia confusa e disunita, in eterna “guerra” politica per il compleanno n. 200 della sua Unità?