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Il Grande Sud di Angelo M. D'Addesio. Attualità, cybercultura, politica e diritti nell'America Latina 2.0

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Estate Cubana: Joisy Garcia

Joisy Garcia D. Perché ha deciso di aprire un blog? Si tratta solo di un diario personale, come ha precisato nel sottotitolo oppure vuole anche trasmettere un senso di malessere, di molta volontà politica?

 

Ho deciso di aprire un blog per l'imperiosa necessità che ho di trasmettere frustrazioni, aneliti, sogni e speranze troncate da una dittatura militare-familiare che si è perpetrata al potere per più di 50 anni. L'assenza di mezzi alternativi che differiscano dall'opinione filogovernativa in Cuba è un fatto, tutte le riviste ed i giornali del paese rispondono allo stesso ed unico partito (il Partito Comunista). I blog – come si dice qua – ci sono venuti come un anello al dito.

 

D. In quale modo riesce a comunicare nonostante le ristrettezze governative, il pericolo di blocchi e filtri e molto altro. Non si è sentito mai minacciato per l'attività di blogger?

 

Nonostante le ristrettezze governative abbiamo la fortuna che due sedi diplomatiche, quelle di Olanda ed USA, offrano gentilmente servizi gratuiti di Internet ai cubani che per un motivo o un altro abbiano perso il mezzo per poter scrivere le nostre vicende. L'altra possibilità di accesso ad internet sono gli hotel che offrono questo servizio al super-prezzo di 8 dollari l'ora, ma io dal mio punto di vista non sogno cose impossibili. Tutti ci sentiamo minacciati per l'attività di dissidenti e blogger, solo qualche settimana fa hanno liberato da una crudele ed ingiusta prigione, dei compatrioti che in una forma o nell’altra svolgevano solo il ruolo di comunicare quello che succedeva nell'Isola: parlo di 15, 20 e 25 lunghi anni, oggi mi tocca, questo dovere civico, e se dovesse presentarsi personalmente il triste momento della persecuzione politica – non sarei né il primo né l'ultimo – cercherò di essere forte.

D. Che cosa pensa delle iniziative di Yoani Sanchez ed altri blogger e della sua lotta molto dura per la libertà di informazione e per il giro nell'isola? Può bastare tutto questo oppure serve un reale sostegno esterno ad un'opposizione organizzata?

Per questa domanda la rimanderei al mio primo post nel blog Criollo Liberal, in cui ho raccontato di essermi ispirato all'iniziativa di Yoani Sánchez e di altri coraggiosi bloggers che tentano di informare il mondo da questa Isola-prigione. Indubbiamente tutto questo non basta, la strategia per sostenere attività della società civile o politica contrarie al regime oltre ad un blog, non è alla portata di moltissimi cubani, i quali devono affrontare licenziamenti a vita, minacce, detenzioni arbitrarie, vigilanze ed aggressioni.

 

D. Che cosa pensa delle ultime liberazioni di dissidenti? Ha fiducia nella comunità internazionale, nell'USA e nella Chiesa Cattolica su una stagione di libertà e rispetto reciproco?

 

Le ultime liberazioni di prigionieri politici sono state disgraziatamente dovute alla morte del prigioniero politico Orlando Zapata Tamayo, alla coraggiosa pressione dell'opposizione interna, alla storica, battagliera e mai dimenticata diaspora, alla solidarietà della comunità internazionale, al governo Spagnolo ed alla Chiesa Cattolica; li menziono non a caso in questo ordine, a mio parere questi sono stati cronologicamente i veri attori dei fatti. Capisco che non è prudente sottovalutare nessuno sforzo e chiarisco che la lotta per la libertà nell'isola è di tutti, ma appartiene principalmente a coloro che vogliono che le cose migliorino.

 

D. Può raccontarci brevemente una storia, un fatto che l’ha impressionata particolarmente nel suo contesto, sulla realtà difficile cubana?

 

Sono molti i fatti che mi hanno impressionato e che ho dovuto vivere in questi lunghi anni; mio padre fu, per proprio conto, un oppositore da quando io avevo 12 anni, vidi e soffrii in silenzio molti arbitrii in quegli anni, ma la morte del prigioniero politico Orlando Zapata Tamayo ha segnato un prima ed un dopo in Cuba, poi il sequestro e l’aggressione che ha subito Yoani mi hanno impressionato molto. Cercava di andare ad una marcia contro la violenza, fu sequestrata e battuta da personaggi sconosciuti, eravamo nelle classi piene di quella che chiamiamo “Accademia dei blogger”, la vidi acciaccata e non poté parlare per due giorni, quando superò il momento difficile, gli dissi che ogni volta che la toccavano mi nasceva un capello bianco in testa, io non fui il solo a provare quella indignazione ma la provammo tutti, fu davvero triste e codardo.

 

 

D. Che cosa vede nel futuro di Cuba e nel suo futuro personale?

Nel futuro di Cuba vedo riconciliazione, libertà, sicurezza, progresso e democrazia, un rinascimento dei valori più belli che posseggono gli esseri umani e personalmente mi piacerebbe prossimamente – se mai potrà essere possibile – studiare all’università una facoltà per essere utile nella ricostruzione del paese e che possa interessarmi, per esempio Giornalismo, Informatica o Inglese, ma senza dover passare per il machiavellico ed odioso filtro ideologico che anteriormente mi ha già tolto questo diritto.

 

 

Joisy Garcia Martinez, blogger cubano indipendente che cura dal 2009 il blog Criollo Liberal dopo aver fatto parte dell’Accademia dei Blogger ideata da Yoani Sanchez e membro del non riconosciuto partito liberale cubano.