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Il Grande Sud di Angelo M. D'Addesio. Attualità, cybercultura, politica e diritti nell'America Latina 2.0

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L’Argentina lancia le sue prime applicazioni

Era difficile pensare che da un paese quinto al mondo per uso di social network, di cui mezzo milione su twitter (ne è stata una dimostrazione l’omaggio rivolto a Kirchner), non fuoriuscissero idee innovative per il web. Il gruppo formato da Diego Jolodenco, co-fondatore di Cuponica, un’impresa di e-commerce cresciuta molto negli ultimi anni, Luis Izaguirre, sviluppatore di software, Juan Pieres disegnatore e Fernando Maclen, altro creatore di applicazioni per il web, hanno messo a punto, prima da soli e poi in collettivo diversi progetti ed oggi sono l’anima del 2.0 argentino che punta a conquistare spazio anche su iPhone ed iPad. Sono i figli migliori della creatività targata "Palermo Valley" e già nel 2009 progettarono VCardFile, un’evoluzione web del vecchio biglietto da visita, con nominativi, indirizzi, foto, tutti i contatti necessari ed anche spazi per curriculum e curiosità, contenuti in un archivio elettronico in .vcf, compatibile con pc e dispositivi mobili e trasmettibile con ogni mezzo, insomma un rivale concreto di Linkedin quando diventerà applicabile ai network più importanti. Appartiene invece alla scorsa primavera, sebbene sia ancora sconosciuto in Italia, il progetto Bettween, un’applicazione che permette di trasformare Twitter in un Facebook in miniatura, dove è possibile ricostruire le conversazioni di due o più utenti, entrando nel sito senza registrazione e cliccando i domini di diversi utenti, ricostruendo così le loro conversazioni, i tweets e le interazioni con diverse persone ed anche per riprendere determinati pensieri altrimenti perduti nella bolgia di twitter o recuperabili con difficoltà solo con i retweets. Tale applicazione potrebbe presto essere recepita dall’iPhone. Appartiene ad un’altra famiglia ma è pur sempre una novità sudamericana nell’universo americano di Twitter, Pictuit, un’applicazione che serve per condividere le foto, ideato da Rodolfo Augsburger ed indicato come più sicuro del grande concorrente fatto in casa, Twitpic, perché dotato di OAuth, un protocollo di protezione che rassicura da immagazzinamenti e fughe di dati ed informazioni.