Personaggio latinoamericano 2010: le nominations
E’ arrivato anche quest’anno in stile Time ma molto più modestamente il sondaggio sul personaggio dell’anno in America Latina. Nomi noti e meno noti, selezionati fra la politica, la società civile e la mera attualità, per coraggio o carisma, non sempre vincenti e non tutti viventi. Non c'è Lula, perchè il suo contributo è già scontato nella storia. In particolare ci sono personaggi comuni, quasi sconosciuti ed il voto è proprio un’occasione per conoscerli e non fermarsi al già noto. Ecco le nostre scelte. Arrivederci a lunedì.
Josè Raul Vera Lopez vescovo messicano di Saltillo, ha vinto il fratello minore del Nobel (il Premio Rafto) per il suo coraggio nel difendere posizioni scomode come quelle delle unioni omosessuali e per la sua dedizione alla causa dei migrantes latinos alla frontiera con gli Usa.
“C’è in me un misto di allegria e dolore. La ragione è semplice: questa distinzione non sarebbe stata possibile se il Messico non fosse lacerato per la violenza, l'impunità con la quale opera la delinquenza, una tutela giudiziaria assente e la complicità di distinti livelli di governo"
Alejo Garza Temez, ranchero messicano, è stato ucciso lo scorso 14 novembre dai narcos che il giorno prima gli avevano intimato di lasciare la proprietà. L’ha difesa fino all’ultimo e da solo, avendo ordinato ai suoi dipendenti di non presentarsi al lavoro, prima di morire sotto le granate.
“Secondo me don Alejo non è un eroe, ma non mi interpretate male, quello che è stato è essere un vero uomo con dignità, che ha vinto quello che tiene tutti noi messicani affondati nella spirale di narcotraffico, violenza estrema e corruzione assoluta, don Alejo ha vinto la paura!!”. Messaggio lasciato sul sito Narcoblog.
Evel Fanfan, presidente dell’organizzazione AUMOHD, che sta cercando di riconsegnare Haiti agli haitiani, partendo dal basso con progetti di aiuto materiale e tutela giuridica, appelli alla solidarietà per il terremoto ed il colera in uno dei paesi più sventurati nell’ultimo anno.
“Il presidente Clinton, e la sua commissione illegale Québec fanno solo una interminabile, quanto ridicola, serie di promesse senza fine. Allora io vi domando, popolo del Mondo, di rivolgere gli occhi verso Haiti e di portare soccorso per risolvere i problemi”.
Mario Vargas Llosa, scrittore peruviano, premio Nobel per la letteratura, 20 anni dopo lo scrittore e diplomatico messicano Octavio Paz, per la sua cartografia delle strutture di potere e le sue immagini taglienti della resistenza, rivolta e sconfitta degli individui.
“Una società in cui la letteratura sia relegata ai margini della vita privata e sociale in quanto lusso prescindibile, è una società destinata a diventare spiritualmente barbara, che mette in pericolo la sua stessa libertà”.
Marina Silva, doveva essere una candidata di secondo piano ed è stata la sorpresa delle elezioni brasiliane con il suo 20%, prima in Amazzonia e seconda a Rio, con l’appoggio del popolo e di grandi nomi, da sola e donna ha riportato l’ambiente e l’Amazzonia fra i temi centrali del paese
"Io dico sempre che se abbiamo l'obiettivo etico da perseguire con la giustizia sociale e ambientale, troveremo anche le risposte tecniche. E’'essenziale che questa connessione sia radicato nei diversi accordi che costituiscono il grande patto ambientale della Nazione"
Josè Antonio Abreu, musicista, attivista politico ha creato nel 1975 El Sistema, una fondazione per la formazione e la promozione di orchestre giovanili e di direttori e musicisti. Un’idea che approda in questi giorni anche in Italia, grazie a lui e ad Abbado nel momento più triste della cultura italiana.
“La musica permette di crescere spiritualmente e mentalmente. E' l'arte che riesce a riconciliare la volontà e l'anima. Il giovane diventa artista ed ottiene un riconoscimento sociale, diventa l'orgoglio della famiglia e ha il suo riscatto".
Nestor Kirchner, ex presidente argentino e vera mente dell’attuale Argentina che quasi sicuramente sarebbe stato uno dei protagonisti del 2011 e con la sua scomparsa, l’Argentina si è raccolta per un’intera settimana dal 27 ottobre, accorgendosi di aver perso un altro uomo storico.
“Non ci sarà nessun cambiamento affidabile se consentiremo l’impunità. Respingiamo, pertanto categoricamente l’identificazione che alcuni sostengono fra governabilità ed impunità”
Zapata Tamayo e Guillermo Farinas, i due attivisti cubani che con la loro estrema protesta con sciopero di fame e sete, pagata dal primo con la morte hanno portato alla mediazione della Chiesa con il governo di Castro per la liberazione di 52 prigionieri politici.
“Sì, voglio morire. È ora che il mondo noti che questo Governo è crudele, e ci sono momenti nella storia dei paesi in cui devono esserci dei martiri. Orlando (Zapata Tamayo) non resterà un caso isolato.
Sebastian Pinera, primo presidente di destra del Cile, il “Berlusconi cileno” ha risolto in pochi mesi i conflitti di interesse, ha affrontato l’emergenza terremoto in Cile e dei 33 minatori di Copiapò. Ora è atteso al varco del rifiuto delle amnistie e dei diritti dei mapuches.
“Ogni generazione ha una missione ed una sfida…La nostra sarà ricostruire il Cile. Pietra per pietra e mattone per mattone. Ma inoltre, oggi abbiamo la meravigliosa opportunità e responsabilità di decidere in che paese vogliamo vivere. Optare tra l'eccellenza ed il conformismo. Tra la fraternità ed il rancore. Tra l'unità e la divisione”.
Juan Manuel Santos, nuovo presidente della Colombia, ex braccio di Uribe, ha formato un governo di unità nazionale, ristabilito le compromesse relazioni con Venezuela ed Ecuador, ha annunciato la “terza via” e rispetto di magistratura e giornalismo. Lo attende un’operazione verità.
"La parola guerra non è nel mio dizionario...Io ho inviato i nostri soldati, i ragazzi della marina ed i poliziotti a combattere il terrorismo; ho consolato le loro vedove ed i loro orfani, e so quanto sia dolorosa questo. Perciò voglio essere molto chiaro su questo punto tanto delicato.
Martina Maturana, 12 anni, cilena, lo scorso 26 febbraio ha salvato con il suo intuito, nonostante le rassicurazioni del padre, ha salvato 700 persone nell’arcipelago di Juan Fernandez correndo a suonare la campana nella piazza centrale che avvertiva gli abitanti dell’arrivo dello tsunami
“Ricordiamoci di lei, ogni volta che ci rassegniamo alle spiegazioni rassicuranti e rimuoviamo la realtà per non essere costretti ad affrontarla”. Commento di Massimo Gramellini da La Stampa del 2 marzo 2010.
Diego Forlan, non è il Diego che tutti conosciamo e ci aspettavamo. Lui però ha portato la Celeste alle semifinali dopo 40 anni, è stato il miglior giocatore e cannoniere del Mondiale e con i suoi compagni dell'Uruguay, dopo il torneo, ha fondato un’associazione che sostiene i bambini con iniziative sportive.
“Riuscire ad unire a tutto il paese è incredibile. Per quanto siamo un paese piccolo ci sentiamo professionisti per aver creduto in noi stessi ed ora godere di questo momento”.
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Falta
Luiz Inácio Lula da Silva
Dilma Rousseff
Rafael Correa
Evo Morales
Hugo Chávez
Scritto da: Pedro Ayres | 12 dicembre 2010 a 04:21
El enlace que coloco en el correo para votar por el personaje del año no funciona. Indique donde votar
Scritto da: jose sierra | 13 dicembre 2010 a 03:07