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Il Grande Sud di Angelo M. D'Addesio. Attualità, cybercultura, politica e diritti nell'America Latina 2.0

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Uruguay ed il bicentenario: lezioni di festa e di libertà

Grito_de_asencio In tempi di rivoluzioni per la libertà, l’Uruguay si prepara a ricordare il “Grito de Asencio”, ovvero il bicentenario dell’inizio della rivolta per l’indipendenza dalla Spagna che avrà il suo culmine il 28 febbraio ed ha molti meno dubbi dell’Italia nel farlo. Durante l’anno L’Uruguay ricorderà anche la Batalla de Las Piedras, decisiva per le sorti del paese a maggio e l’Exodo del Pueblo Oriental a novembre. “I festeggiamenti del Bicentenario sono iniziati lo scorso martedì 15 febbraio con un atto nel Palazzo Legislativo, sedi del Parlamento uruguaiano, con un atto che ha visto la presenza del presidente José Mujica e degli ex presidenti Luis Lacalle, Jorge Batlle e Tabaré Vázquez, che integrano la commissione dei festeggiamenti”, ci dice Fabian Villella, corrispondente dell’Ansa a Montevideo accompagnandoci fra gli eventi del paese. “Le manifestazioni continueranno domenica 27 nella città litoranea di Mercedes, capitale del dipartimento (provincia, di Soriano) a 278 chilometri ad 'ovest di Montevideo, con spettacoli musicali in tre siti differenti e fuochi d'artificio. Il 28 avranno luogo nella località di Asencio, a 11 chilometri da Mercedes, gli atti ufficiali, con una cerimonia in cui parleranno Mujica, il ministro dell’ Educazione ed il presidente della commissione dei festeggiamenti, Ricardo Ehrlich, e successivamente si porterà a termine una sessione solenne della Camera di Deputati. L'anno continuerà con diverse attività, concorsi principalmente letterari e di fotografia, concerti e conferenze”. I preparativi rivoluzionari cominciarono nel dicembre di 1810, quando Justo Correa fu informato della possibile presenza di truppe di Buenos Aires ed immediatamente convocò alle armi tutti gli abitanti dell’allora definita Banda Oriental.  A gennaio si unirono altri capi come Pedro Viera e Venancio Benavídez fino al 24 febbraio 1811 data della dichiarazione di guerra tra Buenos Aires e Montevideo. Già il 26 i patrioti, nascosti in un bosco vicino al ruscello Asencio, raggiungevano il numero di trecento ed a guidarli c’era quello che corrisponde a Garibaldi, Josè Artigas. “La figura di Artigas è prioritaria nell'identità degli uruguaiani per la sua eccellenza, per il sentimento che ancora oggi segna il suo pensiero la nostra "matrice ideologica", essenzialmente nei precetti di libertà e giustizia sociale, attraverso le sue frasi come "La mia autorità proviene da voi e cessa davanti alla vostra presenza sovrana" e "Che i più infelici siano i più privilegiati”. La coalizione governante di sinistra il Frente Amplio è la forza politica che più fa riferimento all'ideologia artiguista. Anche Juan Antonio Lavalleja e Fructuoso Rivera sono riconosciuti nella loro condizione di eroi dell'Indipendenza ma in un gradino inferiore a quello di Artigas. I due sono rispettivamente fondatori dei partiti storici Blanco e Colorado oggi di opposizione conservatrice, e pertanto l'evocazione ad essi molte volte è tinta di colore politico e polemiche sul significato di questi personaggi. C’è spazio anche per un nostro eroe che aiutò gli uruguayani a mantenere la propria indipendenza dagli argentini, durante l’assedio di Montevideo e che ha in comune con Artigas l’ardore per le battaglie, il carisma ed anche un destino abbastanza solitario. “Garibaldi è ricordato fondamentalmente dalla collettività italiana in Uruguay e dal Partito Colorado, per il quale militò durante la Guerra Grande (1843 -1851)”. Il processo di libertà dell’Uruguay si chiuse soltanto dopo l’ennesima guerra con il Brasile e dopo due pesanti guerre civili. L’organizzazione dell’evento ha coinvolto in tutti questi mesi le ambasciate, i centri culturali, le municipalità, soprattutto costiere, con l’organizzazione di concorsi per francobolli dedicativi, libri e perfino la realizzazione di un film sull’eroe nazionale. In un paese con una crescita del 3,5% nel 2010 ed una crescita prevista nel 2011 pari al 4,5%, la crisi e le disparità si sono fatte sentire ma non per questo hanno messo in dubbio la buona riuscita della ricorrenza. ”L'organizzazione dei festeggiamenti è a carico di una commissione che lavora dall'anno scorso e gli eventi del 28 febbraio sono in preparazione da due mesi col lavoro di circa 200 persone. Non esiste ancora una stima dei costi totali, dato che le attività durante l'anno saranno dinamiche. Tuttavia, Mujica ha annunciato che i festeggiamenti saranno "austeri" e le risorse destinate sono di gran lunga inferiori a quelle dell'Argentina nei festeggiamenti del suo bicentenario, lo scorso anno”. Ed in che modo sta partecipando la popolazione? “Il Bicentenario non ha avuto al momento un posto centrale nell'agenda, né degli uruguaiani né dei mezzi di comunicazione, principalmente perché cade durante l'estate, nei mesi che sono abitualmente di ferie e per l’ingresso in prima pagina di alcuni temi politici ed economici rilevanti come la difficile situazione del sistema educativo, la delinquenza, un dibattito sulla distribuzione di ricchezza ed i cambiamenti nel sistema tributario e, tra gli altri il recente blocco all'importazione di alcuni prodotti uruguaiani da parte dell'Argentina. Nonostante tutto si stima che parteciperanno tra domenica e lunedì circa 30.000 persone, cioè l’1% della popolazione del paese”. In tempi in cui si parla di Garibaldi come uno che se la faceva con i camorristi e dell’Unità d’Italia come una coglioneria, chissà che la lezione di molti uruguayani non aiuti.

 

In collaborazione con Fabian Villella, corrispondente ANSA a Montevideo.