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Il Grande Sud di Angelo M. D'Addesio. Attualità, cybercultura, politica e diritti nell'America Latina 2.0

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Piñera in Italia: diffidenza e realpolitik

Troppo banale dire che in un anno Piñera, ribattezzato dalla stampa internazionale il “Berlusconi cileno”, al 15° posto nella classifica dei più potenti magnati del 2010 di Forbes, ha fatto ciò che il vero Berlusconi ha solo promesso dal 1994 ad oggi, ovvero cedere le sue quote in società di calcio, compagnie industriali e nella principale holding televisiva privata del paese…Ma il presidente cileno, nell’intervista al Corriere prima della sua visita ufficiale, è andato anche oltre e questo è stato il tema centrale che i media cileni hanno ovviamente sottolineato anche in questi giorni. “Ci sono delle coincidenze con Berlusconi ma anche delle differenze: io sono più giovane, mi considero un uomo legato alla famiglia e sono sposato da 37 anni, non si può fare un paragone…Credo che siamo molto differenti per stile di vita, comportamenti e valori”, ha dichiarato Piñera, aggiungendo:”Mi sono laureato ad Harvard dove ho conseguito un dottorato ed insegnato per 15 anni e non penso sia il caso del presidente Berlusconi”. Opinione sottilmente confermata nella conferenza stampa con il presidente Napolitano in cui ha affermato “che pur con le dovute differenze niente ci impedisce di proseguire e rafforzare la collaborazione con l’Italia”, dopo un incontro in cui il leader sudamericano ha donato al Capo dello Stato uno dei primi scritti originali di Pablo Neruda durante l’esilio a Capri ed inaugurato insieme la nuova sede dell’Istituto Latinoamericano. Ci ha pensato il ministro dell’economia Fontaine a ridimensionare diplomaticamente le sortite sottolineando la cordialità del successivo incontro con il premier Berlusconi ed il prolungamento della sua durata (inizialmente prevista per non più di mezz’ora), anche se il desiderio di dissociarsi, alla luce delle accuse al premier e dell'imbarazzo popolare e politico in Cile per la visita, è sembrato sempre evidente. In ogni caso la delegazione cilena ha espresso la volontà di rafforzare la cooperazione con l’UE, e l’Italia, dopo Germania e Paesi Bassi, resta un partner importante ed il nostro paese, dal canto suo, ha tutto l’interesse a sfruttare una delle economie più floride del mondo (il tasso di crescita è previsto al 6% nel 2011 ed al 5,4% nel 2012), attraverso le importazioni di metalli preziosi e non e di prodotti agricoli. E poi c’è il grande nodo dei competitors italiani. Nell’incontro con il ministro Romani e con Confindustria, Fontaine ha recepito l’interesse dell’Enel (che controlla Endesa, proprietaria a sua volta di Endesa Chile), ad ideare un nuovo progetto per la duplicazione delle reti energetiche nel paese, quello di Autostrade per l’Italia e Trevi, per i lavori della Costanera Norte ed infine di un altro gruppo non precisato, per due linee Metrosantiago su cui però il ministro cileno ha fatto  trapelare la tendenza a voler proseguire con la tecnologia francese e spagnola già utilizzata per la struttura. Sono state annunciate anche collaborazioni fra diverse università italiane (tra cui il Politecnico di Milano e la Normale di Pisa) con i principali atenei cileni nei settori di disegno industriale, geotermia e gestione ambientale. Tra diffidenza e real politik, oggi la delegazione cilena proseguirà la visita nella Città del Vaticano, incontrando il Papa ed il Segretario di Stato Tarcisio Bertone.