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Il Grande Sud di Angelo M. D'Addesio. Attualità, cybercultura, politica e diritti nell'America Latina 2.0

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A Guayaquil con gli occhi al Giappone

E’ iniziato ieri in sordina ed entrerà nel vivo nei prossimi giorni, fino al 17 marzo, il Summit Internazionale sull’Ambiente di Guayaquil, che fa da spartiacque involontario tra due eventi di rilevanza mondiale: la prima condanna di una società petrolifera, la Chevron-Texaco a favore di uno stato e delle comunità indigene residenti per i 26 anni di esplorazione petrolifera e contaminazione dell’Amazzonia, con l’annunciato ricorso proprio in questi giorni e soprattutto la grande tragedia della natura in Giappone e le preoccupazioni nucleari ancora in corso che apre dibattiti accesi sulle strategie energetiche nell’immediato futuro. Sarà difficile parlare di altro per i numerosi relatori, ministri, docenti, ambientalisti ma anche esponenti di importanti imprese impegnate nel settore tecnologico ed alimentare come Yasuni, Planteco, Pepsi, presenti da oggi alla Conferenza. Il programma principale avrebbe dovuto vertere su “imprenditorialità sostenibile”, “riduzione dell’emissioni” ed “economia ed innovazione ambientale” ed è facile pensare che sarà rispettato ben poco e che la portata del confronto non sarà solo di livello regionale ma internazionale. Il rischio che il Summit fosse l’ennesimo dibattito Sud-Sud, chiuso al panorama latino-americano è stato già scongiurato sin dall’inizio dalla notevole attenzione degli Usa all’evento, con la partecipazione di Jack Carter, ex senatore, figlio del presidente Jim ed autore di un programma molto seguito dall’Amministrazione Obama sulla ricerca di soluzioni alternative al petrolio che illustrerà e soprattutto del Premio Nobel 2007 Al Gore, che terrà una lectio magistralis conclusiva il 17, dal titolo “Pensando Verde: come i cambiamenti fisici del nostro pianeta influenzeranno la nostra economia globale”. In un paese che ancora vive con fermento le vicissitudini legali con le holding petrolifere, dove le Galapagos sono un patrimonio conteso fra tutela del patrimonio naturale ed eccessi turistici, l’eco del Giappone è vicina e mai sede fu più profetica ed emblematica in questo momento: Guayaquil, circondata da acque ed isole, a rischio inondazione nei prossimi 40 anni per innalzamento di 55 cm del livello del mare e ad altissimo rischio sismico (leggasi Tsunami) per la presenza in mare della falla Pallatanga e ad Esmeraldas, 200 km più a nord si verificò nel 1906 il terremoto più forte al mondo (8.9 richter), oggi, purtroppo superato dalla sciagura di Sendai.