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Il Grande Sud di Angelo M. D'Addesio. Attualità, cybercultura, politica e diritti nell'America Latina 2.0

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Ultimi colpi fra Keiko ed Humala (con l’outsider Super Mario)

La campagna elettorale si chiude e gli ultimi giorni sono stati di fuoco incrociato fra i due candidati alla presidenza del Perù e colpi sempre più bassi fra Ollanta Humala e Keiko Fujimori. La prima scintilla contro Humala lanciata nel dibattito presidenziale dalla figlia dell’ex presidente è l’accusa al suo vice Omar Chelade di aver difeso Josè Manrique Fernandez reo di essere vicino a Fortunato Canaan, imprenditore implicato in diverse vicende controverse tra cui lo scandalo Petroaudios che ha coinvolto anche settori governativi nell’ottobre del 2008. Chelade si è difeso affermando di credere nell’innocenza dell’imprenditore come qualunque avvocato professionalmente dovrebbe fare e che non c’è consistenza in una accusa di tal genere. Keiko ha rincarato la dose anche su Humala, denunciando la mancata dichiarazione delle spese elettorali del candidato nazionalista ed accusando dell’occultamento della fuga di Montesinos, favorita con la sollevazione di Locumba. Dall’altra parte Humala ha ricordato ai peruviani l’inflazione record del post-fujimorismo e le sterilizzazioni ordinate dall’ex presidente e Keiko deve fare i conti con le ombre del passato: un cablogramma di wikileaks rilanciato dal giornalista Gorriti dall’archivio del reporter Bigwood in cui un alto grado della marina rivela tutti i rapporti diretti di Montesinos e degli apparati militari con il narcotraffico e i suoi leader, tra cui Demetrio Chavez Penaherrera, con cospicui trasferimenti di dollari. Difficile pensare che papà Fujimori non sapesse nulla. A questo punto le pressioni sugli Usa, che guardano sempre con interesse ad ogni elezione in America Latina, saranno molto grandi, tanto più che in ballo c’è il Trattato di Libero Commercio proprio con gli Usa (cui anche Humala ha dato il proprio assenso) e la forte concorrenza cinese nel paese ed in estensione in altri stati. E’ lotta senza confine anche fra intellettuali ed organi di stampa: Vargas Llosa ha chiesto espressamente al quotidiano spagnolo El Pais di interrompere ogni corrispondenza con la sua firma con El Comercio, il maggior quotidiano del paese, sostenito votato al fujimorismo e con La Republica, quotidiano di tendenze progressiste (Toledo ha assicurato il suo appoggio ad Humala, mentre Keiko ha il sicuro sostegno di Kuzcynski, Castaneda e di Mercedes Araoz la candidata mancata del partito aprista del presidente Garcia) ha lanciato un attacco ad alcune tv (América Televisión, Canal N, Perú.21 y Trome) ed anche al governo Garcia per manipolazione e boicottaggio di interventi propri e di altri intellettuali, tutto al fine di pregiudicare la campagna di Humala. Il Premio Nobel era stato già al centro di un’aspra polemica con l’economista De Soto, sostenitore di Keiko, che lo aveva sfidato ad un pubblico dibattito ed ha accusato Jaime Bayly di attacchi gratuiti proprio su America Tv. L’atmosfera si fa sempre più tesa, dopo l’ultimo sondaggio che descriveva un nuovo impatto tecnico ed il recupero di Humala dopo l’exploit al 54% di Keiko.