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Il Grande Sud di Angelo M. D'Addesio. Attualità, cybercultura, politica e diritti nell'America Latina 2.0

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Il cyber-attacco continua e mette ko il Brasile

Non c’è quiete dopo la tempesta di hackeraggio che ha coinvolto gran parte del mondo tecnologico e politico e se gli Usa hanno pagato il loro dazio ora la domanda è perché l’altra vittima è il Brasile? Fragilità dei sistemi e quindi facilità di attacco, denuncia ideologica della corruzione, scelta strategica per l’importanza global ed anti-global del paese e presenza di “cellule” indigene sono i possibili motivi per cui il paese sudamericano sia fra i primi ad essere massicciamente tempestato dai cyber-pirati di Lulzsec ed Anonymous nei suoi siti governativi più importanti e ad accogliere sezioni locali delle organizzazioni come “Lulzsecurity Brasil” (@LulzSec_BR) e “Anonymous no Brasil” (@BrasilAnonymous @BrazilAnon). In quattro giorni, dopo gli assalti a Sony, Nintendo, PBS, Fox TV, al Senato Usa ed alle agenzie CIA ed FBI, gli hackers di Lulzsec sono entrati in Brasile nei siti del Ministero della Cultura e dell’Istituto Nazionale di Statistica, successivamente in quelli del Ministero dello Sport, di numerose prefetture e tv locali, del Senato, di Petrobras, della Presidenza brasiliana ed infine negli archivi del Supremo Tribunale Federale, divulgando dati sensibili sulla presidente Dilma Rousseff, sul presidente di Petrobras Gabrielli e su numerose altre autorità, imprese, funzionari, semplici persone. Una decina i membri, presumibilmente americani e brasiliani, di età fra i 20 ed i 30 anni tecnici informatici ma anche semplici studenti. LulzSec ha annunciato lo scorso sabato la fine delle sue attività, ma uno dei suoi membri non ha escluso che le “succursali” proseguissero. Infatti gli attacchi brasiliani sono avvenuti dopo l’annuncio e proseguono (l’ultima vittima è il municipio di Vicentina) e già venerdì alcuni membri sudamericani hanno iniziato a pubblicare, dopo aver bypassato le password, i dati delle carte di credito ottenuti, smentendo la vocazione non lucrativa e libertina del gruppo principale, tanto da costringere gli ideatori del sito ad un improvviso e rischioso oscuramento di sito e account twitter ed all’isolamento, con tanto di individuazione pubblica dei traditori. Nell’assalto a Petrobras è comparso poi il proclama:“Brasile sveglia! Non vogliamo più comprare combustibile da 2,75 a 2,98 reais ed esportare a meno della metà del prezzo del carburante! Sveglia Dilma!”. Sarà difficile frenare la diffusione di quasi il 10% di dati sensibili istituzionali e di chiavi di accesso a carte di credito e consolle per giochi in mano sconosciuta e chi ci sta seduto sopra, a maggior ragione se gli attacchi finiranno. Per ora il ministro della scienza Mercadante dopo la richiesta di ingenti investimenti in materia di sicurezza ha definito gli hackers “giovani geniali e creativi che possono essere impiegati per progettare sistema di protezione per lo Stato” e programmando una giornata degli hackers, lanciando un ramoscello d’ulivo per passare dall’altra parte della barricatala per ora non raccolto. Il manifesto di Lulzsec diffuso qualche giorno fa diceva espressamente: “Vi sentite realmente sicuri nei vostri profili di Facebook, Twitter, Google, Paypal?”. E’ la domanda del secolo, risolverla potrebbe spettare agli stessi che l’ hanno posta mentre il paese, impotente, è ancora sotto la cyber-tempesta.