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Il Grande Sud di Angelo M. D'Addesio. Attualità, cybercultura, politica e diritti nell'America Latina 2.0

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Mondo Twitter e democrazia 4.0

Ogni giorno vengono sfornati libri su social network e twitter non fa eccezione. Basti guardare qualsiasi portale di vendita on line di libri ed inserire la parola chiave “twitter” per trovare in media un centinaio di libri sulla rete sociale più sintetica e studiata del momento, perlopiù in lingua inglese, ma anche italiani fra manuali d’uso, guide per la ricerca di lavoro o per gli affari attraverso il mondo dei tweets. “Mundo Twitter” è un libro spagnolo, lingua in cui circola l’editoria sull’argomento ed al momento non ha traduzioni. Voi potreste dire “beh allora pazienza, chi se lo legge in spagnolo!”. Ed invece il volume di José Luis Orihuela, argentino di nascita, professore universitario e blogger di successo, ben si presta alla lettura di chiunque e non solo perché lo spagnolo è, nell’immaginario collettivo, vicino all’italiano. Mundo Twitter è una visione originale e romantica del social network che non prevede solo una guida, una serie di indicazioni per crearsi una rete di confronto e di legami economici, un’analisi dell’impatto della piattaforma sulla comunicazione e sull’editoria ma anche…”la vita in 140 battute”. È proprio questa la grande idea che trascina il libro ovvero fare il contrario di ciò che normalmente si fa su ogni motore di ricerca, ovvero inserire una parola per trovare numerosi risultati. Nell’ultima sezione del suo libro, Orihuela invece ha riunito diversi tweets per convogliarli in una parola, una delle tante parole esistenti nella vita di tutti i giorni e che viene usata, citata, spiegata in modo differente dai vari tuiteros nelle loro esperienze di vita. Fatti, cose, parole, con le storie delle persone. Un esperimento già presente nel suo sito eCuaderno, una sorta di blog seguitissimo sulle novità ed originalità del web e denominato proprio “vida140, la vida misma en 140 caracteres”. Tutto ciò nasce da un autore argentino (e l’Argentina, per effetto delle elezioni, della Copa America e della Fiera Mondiale del Libro ha visto crescere l’uso di twitter del 18%, entrando fra i venti paesi con maggiori utilizzatori), in Spagna ed in lingua spagnola (la seconda lingua più usata nei tweets) e nell’era in cui twitter è diventato uno strumento fondamentale per mandare messaggi politici, richieste d’aiuto e per facilitare gli exploit democratici. È il pretesto per parlarvi non del 2.0 o del 3.0 ma della democrazia 4.0, dei parlamenti sul web che diventano realtà. Grazie a twitter si conoscono i messaggi non ufficiali provenienti da Cuba e grazie a twitter un paese come l’Islanda è riuscito a proporre in Parlamento una bozza di riforma costituzionale che è in discussione. Per non parlare degli indignados spagnoli e di quelli cileni che hanno imposto le loro proposte per una migliore qualità di scuole superiori ed università e di Obama che ha spinto gli americani a scrivere per convincere il Congresso ad approvare i provvedimenti economici