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Il Grande Sud di Angelo M. D'Addesio. Attualità, cybercultura, politica e diritti nell'America Latina 2.0

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Lo “Charlot Latino”

Cantinflas Nell’epoca del cinema in 3D e della musica ormai scaricabile con i meccanismi più evoluti, il mondo della musica, del cinema e della creatività messicana rendono omaggio ad uno dei suoi simboli più illustri: Mario Moreno Reyes, per tutti semplicemente “Cantinflas”, nato 100 anni fa. Ballerino, boxeur, comico del circo, prima della svolta della sua vita, l’incontro con un produttore russo che lo porta in America e lì il primo successo con il grande tormentone “Ahí está el detalle”, il primo grande successo del 1940. Un attore dalla grande mimica e dalla parlantina brillante ed improvvisata che sarà la sua fortuna e la ragione del suo nome, quando, dimenticando il testo di un monologo, inizierà a pronunciare frasi a volte senza senso o banalissime ma con espressioni molto riuscite, cui seguirà la protesta del pubblico “Cuanto inflas!” (Quanto annoi!). Fu l’inizio del mito, di quello che per l’intero continente è lo “Charlot latino”, che ha legato al suo soprannome anche una vera e propria tendenza linguistica il “cantinflear”, una sorta di discorso attraente ma di poco senso, suggellato dal dizionario dell’Accademia Reale della Lingua Spagnola. Noi essenzialmente lo conosciamo per il personaggio di Passepartout ne “Il Giro del mondo in 80 giorni” che gli valse il Golden Globe ed anche il privilegio di essere la prima stella messicana nella Hollywood Hall of Fame. Oggi Cantinflas è un mito ed anche un marchio conteso, fra la Columbia Pictures che ancora vanta guadagni per milioni di dollari sulla distribuzione dei suoi film ed il “Cantinflas World”, creato da Mario Moreno Ivanova, figlio ed erede unico del comico che ha costruito sull’immagine del padre, una vera fortuna, facendolo diventare una serie animata per i bambini distribuito da Televisa in Usa e Giappone, ma anche un gioco virtuale, un marchio il tutto con un valore stimato in 2.800 milioni di dollari, grazie anche ad una delle più riuscite case di produzione made in Messico con molti progetti innovativi avviati, la Prime Time di Guadalajara. Nessuna guerra commerciale potrà però scalfire quel sorriso scanzonato, quel saper e sapersi prendere in giro in tempi così duri ed anticipando quel non-sense che caratterizzò la stagione dei Jerry Lewis e Dean Martin negli Usa.