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Il Grande Sud di Angelo M. D'Addesio. Attualità, cybercultura, politica e diritti nell'America Latina 2.0

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Il “Grazie Steve” partito dal basso

Per chi, come il sottoscritto, ha digerito tecnologia molto tardi e con molta sorpresa ed ora si occupa di America Latina ed in linea con il continente, ha imparato a conoscere le scoperte di Steve Jobs nella generazione dell’iPod, dell’ iPhone, dell’iPad, più che in quella di MAC, forse è facile capire il senso di sorpresa, ma anche di rimpianto della gente comune. Noi abbiamo avuto da Jobs ma in fondo lo stavamo conoscendo solo ora. Martin Jauregui su La Nacion dice di essere stato uno dei pochi “locos de la manzana”, quelli che al momento di avvicinarsi ad un pc si sono sentiti dire: “E perché no un Mac” ed hanno fatto una scelta di stile e di vita. In quel periodo a Buenos Aires o S. Paolo era assurdo pensarlo eppure ci fu una generazione di affermati blogger, tecnici, informatici, a loro modo menti pensanti ed entusiaste che nacque nei primi anni Novanta grazie al Mac PowerBook, affascinata dalla filosofia del “disegno”. Un’isola felice, meno dell’1% della popolazione informatica sudamericana.  Da quello spirito di sfida e di scoperta è nato il mondo geek dell’Argentina, del Brasile, del Messico, e lentamente ma progressivamente di un intero continente abituato a sofferenze e ritmi lenti. È da lì che è partito lo spirito di Palermo Valley, le prospettive sull’innovazione di gente come Julian Gallo, Federico Picone e di molte altre persone che oggi lavorano e si aggiornano negli Usa. Ed è significativo che nell’anno di quel discorso di Stanford, un’equipe di giovani creativi messicani sia passata dallo scoramento più totale alla creazione di un piccolo mondo di menti vitali chiamato Hypertextual. "Ero estremamente depresso e stanco di lavorare in modo stressante e senza stimoli per un'azienda con poche ambizioni…Ma le parole di Jobs a Stanford mi hanno fatto capire che dovevo andarmene, dovevo fare qualcosa di mio". Oggi per quelle parole e per quanto fatto non può che dirgli:”Gracias por todo, Steve”. Essi hanno recepito quel “siate affamati, siate folli” molto prima che Jobs lo pronunciasse o immediatamente dopo e forse neppure lui avrebbe immaginato di poter cambiare la faccia di un continente per molti ancora “in via di sviluppo”.