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Il Grande Sud di Angelo M. D'Addesio. Attualità, cybercultura, politica e diritti nell'America Latina 2.0

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Cristina, più sola ma più forte

La parola anzi il numero principale delle elezioni di questa domenica è 2015. Già, perché ormai la partita è chiusa e le elezioni primarie, che lo scorso agosto dovevano servire per scegliere i candidati di partito, in realtà sono state un chiaro anticipo elettorale, hanno già consacrato Cristina Fernandez Kirchner come la vincitrice al primo turno (ottenne il 50% ed oggi è data fra il 49% ed il 53%) mentre i suoi avversari sono distanti anni luce, dal socialista Hermes Binner dato tra il 12% ed il 14% a Ricardo Alfonsin, figlio del primo presidente post-dittatura fra il 9 ed il 10%. Questa domenica le elezioni saranno una passerella che annoia il 45% degli argentini. Perfino le reti sociali che normalmente sono motivo di mobilitazione e fascino per le giovani generazioni hanno abdicato al loro ruolo di invertitore di consensi, anche perché se quasi tutti possono vantare un canale YouTube ed un profilo su Facebook e Twitter, Cristina ha stravinto anche lì 600mila followers su Twitter (contro i 50mila del suo primo avversario) in cui discetta di tutto, da politiche sociali e Steve Jobs e quasi 250mila su Facebook. D’altronde se le reti sociali sono normalmente lo specchio delle generazioni fra 18 e 35 anni, la presidenta in carica ha molte frecce nel suo arco, dal movimento giovanile La Campora guidato dal figlio, alle menti tecnologiche del paese, cresciute grazie ai finanziamenti dello stato, sintetizzate bene nel portale “Sumate a Cristina” che è diventata una vera e propria convention in rete 24 ore su 24. Il resto lo hanno fatto le frammentazioni dell’opposizione, la scelta intelligente di Amado Boudou, uomo fedele ed esperto economista come vice e la guerra delle grandi compagnie come il Grupo Clarin e Fibertel, che hanno contestato la riforma dell’editoria e le grandi nazionalizzazioni. L’unico dilemma è il raggiungimento o meno dei 2/3 dei seggi nel Congresso, necessario per le riforme costituzionali. Se è vero che per Cristina sono stati mesi molto duri, fra lo scandalo Schoklender, il “cassiere” delle Madri di Plaza de Mayo che avrebbe sviato fondi statali destinati all’associazione, sfruttandola per riciclare denaro e per scopi privati ed i dissidi interni al suo partito, la strategia dello stato sociale e delle operazioni di trasparenza, che ha portato a processo numerosi esponenti della dittatura militare, ha pagato. Cristina senza il marito Nestor è oggi più sola ma paradossalmente più forte. Non è un caso che nelle priorità delle persone davanti perfino all’economia ci sia la giustizia (35%) e l’educazione (27%) che resta pubblica e gratuita, in uno scenario di proteste e delusioni nel vicino Cile, ma anche in Bolivia e Brasile. L’Argentina crescerà del 5% il prossimo anno, ha il dilemma delle partnership e delle politiche energetiche e dovrà controllare i suoi difficili rapporti con gli organismi finanziari, ma mai periodo è più facile per questo tipo di battaglie. Ci sarà tempo per pensarci, dopo la festa.