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Il Grande Sud di Angelo M. D'Addesio. Attualità, cybercultura, politica e diritti nell'America Latina 2.0

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Il Brasile stronca Chevron…Ma il danno è fatto

Cuenca de CamposChe cosa accadrà ora che ad essere coinvolta non è una delle tante dimenticate e martoriate zone dell’Amazzonia, come è accaduto in Ecuador, dove sono stati riversati 68 miliardi di litri di scarti di petrolio e fiumi di petrolio, sempre minimizzati e con tante promesse di ripulitura, ma la Cidade Maravilhosa, quella dei Mondiali e dell’Olimpiadi e che, paradosso dei paradossi, il prossimo anno ospiterà il Summit Mondiale sull’Ambiente? La compagnia è sempre quella, la Chevron, il disastro è annunciato, ma dal 9 novembre, giorno effettivo della fuoriuscita del greggio che la compagnia attribuiva ad una fossa sottomarina, ma in realtà era causata da un errore di trivellazione, sino ad oggi, nulla si sa di preciso, né c’è stata una relazione del colosso statunitense sulla grande macchia di 163 kmq nella Cuenca de Campos a poche centinaia di km dalla costa di Rio e sulla fuoriuscita di greggio che dovrebbe essere stata bloccata in queste ore. La Polizia Federale ha già accertato che la Chevron aveva il permesso di estrarre fino a 1200 metri di profondità mentre le trivellazione nel Campo de Fraude sono arrivate fino a 5000 metri e che inoltre, come dimostrato, la compagnia statunitense non era neppure attrezzata per risolvere tempestivamente situazioni di una certa gravità, come quelle verificatesi in queste settimane. Al momento c’è solo un ammissione di responsabilità accompagnata dalla dichiarazione di George Buck, presidente della concessionaria brasiliana di Chevron che si dice sicuro di proseguire il lavoro. La società di trivellazione che opera per Chevron è la Transocean la stessa che gestiva la piattaforma della BP sul Golfo del Messico e questo la dice lunga su come il governo brasiliana chiuda entrambi gli occhi pur di proseguire nella politica delle estrazioni sottomarine deep water, su cui fa tanto affidamento anche la “protetta” Petrobras, ma che stanno creando non pochi problemi nell’ecosistema marittimo, pur nascostamente. Nel frattempo i dati veri parlano di una macchia estesa 68 km per un’area di 163 kmq (a fronte dei 13 km dichiarati delle autorità), di un sversamento di 2500 barili in dieci giorni (circa 400mila litri di greggio). Il governo prepara la stangata storica di 250 milioni di reais come sanzione per la compagnia, 144 milioni di euro, comunque un colpo di fioretto per chi può vantare un fatturato annuo di 280 miliardi di dollari all’anno, tanto più se potrà continuare nei lavori. “Chi deve venire a lavorare qui, deve farlo con rigore e nel rispetto delle regole” ha inveito Dilma Rousseff. Irritazione di facciata? Lo dirà il tempo.   

Per saperne di più

Diario Latino: 

http://alexgiaco.blogspot.com/2011/11/chevron-macchia-petrolio-campo-frade.html

Agencia Nacional do Petroleo

http://www.anp.gov.br/