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Il Grande Sud di Angelo M. D'Addesio. Attualità, cybercultura, politica e diritti nell'America Latina 2.0

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Hugo e Mahmoud amici…per il nucleo?

Che il Venezuela quest’anno sarebbe stato un osservato speciale lo si era capito sia dal tira e molla sulla salute del presidente Chavez con le ipotesi di successione poi svanite, sia per i numerosi appuntamenti elettorali che partono il 12 febbraio con le elezioni primarie della Mesa de Unidad, le opposizioni riunite in prospettiva delle elezioni presidenziali vere e proprie del prossimo ottobre. Non era previsto che il Venezuela inaugurasse l’anno delle scomode relazioni ospitando Mahmoud Ahmadinejad che in America Latina è venuto a sponsorizzare le sue iniziative nucleari ed a snocciolare un po’ di propaganda anti-Usa (ed a considerare dalle prossime tappe del viaggio che sono Nicaragua, Cuba ed Ecuador, ma non Brasile e Messico) ed incassando l’espulsione della console venezuelana a Miami Livia Antonieta Acosta, motivata anche con un corposo documentario denominato “La Amenaza Iraní'” trasmesso l’8 gennaio da Univision, network statunitense accusato di fare da spalla alle infiltrazioni americane in occasione delle elezioni. Mai documentario fu più efficace e veloce di un atto politico, visto che gli Usa hanno accusato il Venezuela di fare da base per attacchi informatici posti in atto da agenti cubani ed iraniani, senza considerare perfino le accuse rivolte ad ambienti dell’UNAM messicana. Sono in tanti a dire che Obama è mal consigliato e poco lungimirante nel credere all’ “invasione iraniana” in America Latina, anche perché i primi a temerne sarebbero Brasile, Argentina e Messico. D’altronde lo stesso Nicolas Maduro, per molti l’anima morbida del governo Chavez (che infatti gli preferirebbe il fratello Aidan o Diosdado Cabello per il futuro) ha confermato “che le relazioni fra Iran e Venezuela sono pacifiche e risalgono alla formazione dell’OPEC”. La guerra fredda si sposta di latitudine e mentre Chavez fra il serio ed il faceto annuncia che il Venezuela ha intenzione di rifornirsi con l’atomica e di missili puntati verso Washington e contesta “la prepotenza dell’impero ridicolo” per gli affronti diplomatici, Ahmadinejad incassa alleanze e ribadisce il diritto del suo paese all’evoluzione nucleare e chissà che stia realmente pensando di offrirlo agli amici.