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Il Grande Sud di Angelo M. D'Addesio. Attualità, cybercultura, politica e diritti nell'America Latina 2.0

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Bahia come Homs: morti, scontri ed anarchia…ed ora anche Rio ha paura

Polizia che si scontra con l’esercito e si barrica nella sede dell'Assemblea Legislativa, mentre fuori è anarchia totale con saccheggi, aggressioni ed addirittura 139 assassinii verbalizzati in dieci giorni. Non stiamo parlando di Homs in Siria ma di Bahia ed i dieci giorni non sono quelli di una rivolta araba ma di uno sciopero generale che sta mettendo in ginocchio il grande stato del Nord-Est brasiliano ad una settimana dall’inizio del Carnevale che per i brasiliani è l’equivalente una festa nazionale spalmata in più giorni. Sul piatto della bilancia, oltre agli aumenti salariali, la polizia chiede anche l’introduzione fra novembre 2012 ed il 2013 di vari bonus di gratificazioni a diversi livelli oltre al rilascio di dodici leader del movimento detenuti nelle carceri federali e su cui la presidenta Dilma Rousseff si è già pronunciata dicendo che “un paese che da amnistie diventa un paese senza regole” (è valso per tutti, tranne che per Cesare Battisti), supportando la linea dura del governatore di Bahia del suo stesso partito Jacques Wagner. Peccato che la linea dura per ora non abbia sortito risultati, anzi ha creato l’allarme sciopero anche a Rio de Janeiro e Rio, per ovvi motivi, non è Bahia. Sono stati messi in pre-allarme 14.000 effettivi dell’esercito con relativa brigata di paracadutisti ed elicotteristi ed è stato arrestato anche il capo dell'associazione rappresentante polizia e vigili del fuoco Benevenuto Daciolo colpevole di istigare allo sciopero generale la polizia di Rio, San Paolo ed altri stati, ma l’onda è partita ugualmente. In queste ore i rappresentanti di polizia e vigili del fuoco sono riuniti a Cinelandia, di fronte al municipio di Rio per chiedere il rilascio del comandante e nuovi aumenti (che peraltro il governatore di Rio Sergio Cabral del PSDB rivale della Rousseff si appresterebbe a concedere chiedendo a Wagner di fare altrettanto) e minacciando anch’essi lo sciopero, accompagnati da gente comune ed associazioni studentesche. La trattativa però sembra ferma e Governo e polizia non trovano punti in comune. Tutto ciò, a pochi giorni dal Carnevale, verso i prossimi grandi eventi di Rio e con una situazione nelle favelas cittadine tutt’altro che tranquillizzante. Un brusco risveglio per il Brasile del boom economico e dei grandi sogni.