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Il Grande Sud di Angelo M. D'Addesio. Attualità, cybercultura, politica e diritti nell'America Latina 2.0

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Henrique Capriles: il nuovo sfidante di Hugo Chavez

Sarà Henrique Capriles Radonski, 39 anni, avvocato, leader di Primero Justicia, famiglia di ceto medio-alta, espressione piacente e rassicurante, carismatico al punto giusto, l’avversario di Hugo Chavez nelle elezioni presidenziali del 7 ottobre, le più attese in Venezuela degli ultimi anni. Ha vinto in modo schiacciante con il 63,9% contro il 30,6% di Pablo Perez mentre gli altri non hanno superato il 5%. Le opposizioni riunite hanno portato alle urne quasi 3 milioni di persone che poi rappresentano il 16% degli elettori registrati nel paese ma al tempo stesso sono la metà degli iscritti al PSUV del presidente Chavez. Non è poco per cominciare una difficile rincorsa alla presidenza in una lunghissima campagna elettorale in cui saranno in campo, come già lo sono state ieri, televisioni (Globovision ieri ha seguito passo per passo le elezioni mentre Telesur si è limitata a pochi interventi), giornali, blogger, reti sociali, partner locali e stranieri e la grande marcia anti-Chavez sempre indebolita da candidati poco credibili, facilmente attaccabili oggi sembra più pronta degli altri anni. Capriles invece è il candidato perfetto: cattolico ma capace anche di attirare i laici, borghese ma anche vicino ai ceti popolari, venezuelano doc ma anche con pillole di preparazione qua e là per il mondo, Italoa compresa. Soprattutto Henrique Capriles ha sempre rifiutato il confronto diretto con Hugo Chavez, non si è mai schierato contro la sua persona, salvo l’accusa di aver forzato l’ambasciata cubana nel 2002, da cui fu prosciolto. È riuscito a sconfiggere il suo fidato Diosdado Cabello nel governatorato dello Stato di Miranda con un consenso generale e miglioramenti sociali ed infrastrutturali ed ora spera di portare lo stesso modello liberal-popolare nel paese con la strategia di "ignorare Chavez" e parlare del Venezuela come se lui non ci fosse. Sarà un’impresa difficile ma Hugo sa di avere un avversario molto popolare e che in fondo non va sottovalutata l’indignazione che altrove si è concretizzata in cortei e lotte di piazza, e qui è iniziata, unificando le anime che non credono in lui. Saranno più di 3 milioni ad ottobre?